Garlasco, quattro nuove consulenze riaccendono il caso Sempio
La Procura di Pavia conferma le accuse e valorizza nuovi elementi su impronta, scarpa e dinamica dell’aggressione in vista della richiesta di processo.
L’ipotesi accusatoria nei confronti di Andrea Sempio resta invariata, ma il quadro investigativo è stato aggiornato con quattro consulenze. La Procura di Pavia ha notificato un nuovo avviso di conclusione delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi, compiuto a Garlasco, e dopo i 20 giorni concessi alla difesa potrebbe chiedere il rinvio a giudizio.
L’impronta 33 resta al centro
Tra gli elementi richiamati dagli inquirenti c’è l’impronta numero 33, attribuita alla mano destra e individuata sul muro vicino al corpo della vittima. Secondo la ricostruzione della Procura, l’assassino si sarebbe appoggiato alla parete per controllare le condizioni di Chiara Poggi dopo l’aggressione.
Il tentativo di verificare la presenza di sangue sull’intonaco non aveva prodotto un risultato positivo. Una nuova analisi sperimentale sostiene però che il materiale alcalino presente nella superficie possa bloccare la rilevazione delle tracce ematiche: per questo, secondo gli investigatori, l’esito negativo non dimostrerebbe né l’assenza né la presenza di sangue.
La misura della scarpa divide le parti
Un’altra consulenza riguarda le impronte lasciate da una calzatura Frau numero 42, riconoscibili per il disegno “a pallini”. Le dimensioni sono state giudicate compatibili con il piede di Sempio, nonostante l’indagato abbia dichiarato di portare il 44.
Cristina Cattaneo, insieme a Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, ha spiegato che l’aumento di peso può modificare nel tempo larghezza e volume del piede. L’argomento risponde alla tesi difensiva secondo cui la suola rilevata sulla scena non sarebbe compatibile con le caratteristiche fisiche del trentottenne.
Una colluttazione durata a lungo
Le conclusioni medico-legali aggiornate indicano che Chiara Poggi avrebbe reagito all’aggressione. Una parte delle ferite alla testa e al volto viene collegata a una colluttazione o comunque a un’azione protratta, durante la quale la vittima avrebbe compiuto almeno movimenti difensivi passivi.
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La Procura descrive una sequenza composta da più fasi: dopo il primo scontro, la giovane sarebbe stata colpita con un oggetto contundente, trascinata verso l’ingresso della cantina e poi fatta scivolare lungo le scale. Il documento parla di almeno 12 lesioni craniche e facciali e colloca alcuni colpi tra 15 e 30 minuti prima della morte, senza escludere una sopravvivenza complessiva arrivata fino a 60 minuti.
Accuse confermate, processo più vicino
Nel nuovo atto restano le contestazioni già formulate a carico di Sempio. La Procura considera aggravanti la crudeltà, in relazione al numero e alla gravità delle ferite, e un movente ritenuto legato al risentimento per il presunto rifiuto di un approccio sessuale.
Il consulente psichiatra Roberto Catanesi non ha invece potuto completare la valutazione richiesta: Sempio ha rifiutato di sottoporsi alla visita e, di conseguenza, l’esperto ha riferito di non disporre di elementi sufficienti per esprimere conclusioni solide sulla sua capacità.
Nel comunicato della Procura non vengono riproposti alcuni aspetti citati durante i 18 mesi di indagini, tra cui la consulenza sul Dna e la questione dell’alibi del mattino del delitto. Terminato il periodo per le osservazioni e le consulenze della difesa, l’ufficio guidato da Fabio Napoleone dovrà decidere se formalizzare la richiesta di processo per Sempio.
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