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Cronaca 1 min di lettura3 giorni fa

Garlasco, la difesa sfida la Procura: “Quella scarpa era un 41

Il consulente di Andrea Sempio contesta la solidità scientifica dei rilievi presentati dalla Procura di Pavia e difende la propria ricostruzione sulla misura della calzatura

La difesa di Andrea Sempio respinge le conclusioni diffuse dalla Procura di Pavia sulle nuove prove legate al delitto di Garlasco. Armando Palmegiani, consulente tecnico dell’indagato, sostiene che i dati contestati non abbiano una validazione scientifica sufficiente e annuncia la possibilità di dimostrare la propria tesi sull’impronta della scarpa.


La difesa contesta i nuovi rilievi

Palmegiani ha spiegato di aver appena preso visione del comunicato dell’ufficio giudiziario e di non avere ancora esaminato la relazione tecnica completa. Per questo, ha precisato che una valutazione definitiva potrà arrivare soltanto dopo la lettura degli atti.

Secondo il consulente, tuttavia, le osservazioni mosse da Andrea Berti, esperto incaricato dalla Procura, non poggerebbero su basi scientifiche convincenti. La difesa intende quindi verificare punto per punto il contenuto delle nuove conclusioni.

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La questione della misura

Il nodo riguarda anche la calzatura collegata all’impronta analizzata nell’inchiesta. Palmegiani ha ribadito la posizione già sostenuta dalla difesa: la traccia sarebbe compatibile con un numero 41 e non con la misura attribuita ad Andrea Sempio.

“Riguardo alla scarpa, rimaniamo fermi nelle nostre convinzioni: è un 41, possiamo provarlo e comunque Andrea, anche all’epoca, indossava un 44”, ha dichiarato il consulente. La difesa considera dunque rilevante la differenza tra le due misure e punta a sostenerla attraverso gli accertamenti tecnici.

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