Garlasco, dubbi sui pedali: Garofano esclude manipolazioni
L’ex generale dei Ris difende il lavoro dei suoi collaboratori e assicura che gli esami furono svolti alla presenza dei consulenti della difesa di Alberto Stasi.
Le nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi hanno riacceso l’attenzione sugli accertamenti compiuti sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Luciano Garofano, ex generale del Ris di Parma, respinge però ogni sospetto sul lavoro svolto dai suoi collaboratori e nega l’ipotesi di alterazioni o omissioni.
Garofano respinge ogni sospetto
Interpellato dopo la chiusura degli approfondimenti della Procura di Pavia su Andrea Sempio, Garofano ha difeso l’operato degli esperti incaricati delle analisi. «Ho la certezza granitica di poter escludere qualsiasi manipolazione, qualsiasi depistaggio», ha affermato, dichiarandosi pronto a garantire personalmente l’integrità dei collaboratori coinvolti.
Secondo l’ex comandante, non ci sarebbe stato alcun accantonamento di atti né comportamento irregolare. Ha inoltre sottolineato che gli esami furono svolti in contraddittorio, con la partecipazione dei consulenti delle parti, compresi quelli che assistevano Alberto Stasi.
I campioni al centro del caso
La difesa di Stasi ha esaminato i dati consegnati al Ris di Parma nel novembre 2015. Da quella documentazione emergerebbero due controanalisi effettuate il 20 settembre 2007, quattro giorni prima del fermo dell’ex studente della Bocconi, poi non convalidato: entrambe avrebbero escluso la presenza di materiale genetico di Chiara Poggi sui pedali.
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L’esito negativo dei due campioni sarebbe stato confermato anche dai consulenti della Procura di Pavia, ma non risulterebbe nell’attuale fascicolo della Procura di Vigevano. Garofano ha definito difficile comprendere come possano essere sorti dubbi su quelle verifiche, considerato che i risultati venivano condivisi con i consulenti presenti alle operazioni.
La pista delle due biciclette
Un altro elemento riguarda il possibile scambio dei pedali tra la bicicletta bordeaux e quella nera osservata da una testimone davanti alla villetta di via Pascoli la mattina del delitto. Questa ricostruzione, sostenuta dalla parte civile, non è stata però confermata dalle sentenze dei processi a carico di Stasi.
Anche la Procura di Pavia ha escluso tale scenario, giudicandolo privo di una logica convincente: secondo l’impostazione dei magistrati, sarebbe stato necessario eliminare una bicicletta collegata al delitto e poi dedicare ulteriore tempo a rimuovere i pedali per montarli su un altro mezzo destinato agli investigatori. Garofano, intanto, ribadisce che da parte dei suoi collaboratori non vi fu alcuna irregolarità.
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