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Cronaca 2 min di letturaAggiornato 23 ore fa

Frigoriferi violati, Zscaler: rischio per i servizi essenziali

Le temperature alterate da remoto hanno causato perdite alimentari e mostrano falle nei dispositivi industriali collegati alla rete.

Aggiornamento del 4 nov, 20:00

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha chiesto a soggetti pubblici e privati di intervenire con la massima urgenza sui sistemi della catena del freddo. Tra le verifiche indicate figurano la rimozione delle interfacce di controllo esposte online, il controllo dei parametri e il corretto funzionamento degli allarmi. L’Acn avverte inoltre che un attacco può coinvolgere più sedi contemporaneamente quando la gestione è affidata a piattaforme centralizzate.

Aggiornamento del 4 nov, 19:40

Gli attacchi hanno colpito anche i frigoriferi dell’ente pubblico francese che raccoglie e conserva il sangue donato. Le apparecchiature, mantenute a -30 gradi, custodiscono le sacche destinate alle trasfusioni.

Gli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione di diversi supermercati europei, compresi alcuni in Italia, hanno provocato perdite di prodotti alimentari. I criminali sono riusciti a intervenire a distanza sulle temperature di frigoriferi e congelatori, mostrando come un dispositivo connesso possa produrre effetti concreti anche fuori dal mondo digitale.

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Dalle celle frigorifere alle infrastrutture

Secondo Zscaler, il caso solleva interrogativi che vanno oltre la grande distribuzione. Alex Fray, responsabile globale dell’innovazione della società, ha spiegato: «Gli attacchi informatici non mirano necessariamente a sottrarre o rendere inaccessibili i dati, ma possono arrivare a modificare la temperatura di un frigorifero».

La stessa esposizione può riguardare gli apparati che gestiscono edifici, reti elettriche e idriche, strutture sanitarie e impianti industriali. Le conseguenze, quindi, non si limitano alla disponibilità delle informazioni, ma possono coinvolgere servizi utilizzati quotidianamente e attività produttive.


Accessi remoti e dispositivi scoperti

Molti impianti industriali vengono collegati alla rete per consentire la manutenzione senza la presenza fisica dei tecnici. Questi collegamenti, se non adeguatamente protetti, possono diventare un punto d’ingresso per gli aggressori: «Gli stessi accessi da remoto che consentono ai tecnici esterni di intervenire su un dispositivo di refrigerazione senza doversi recare fisicamente sul posto possono offrire una porta d’accesso anche ai criminali informatici», ha osservato Fray.

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A peggiorare la situazione contribuiscono programmi non aggiornati, password iniziali mai sostituite e controlli insufficienti. Apparecchiature di questo tipo, non sempre considerate parte dell’infrastruttura informatica aziendale, possono restare fuori dagli elenchi dei dispositivi e dai piani periodici per gli aggiornamenti di sicurezza.


Le misure indicate da Zscaler

Il Cyber Resilience Act dell’Unione europea stabilisce nuovi requisiti per i produttori di dispositivi connessi. La normativa, però, non elimina automaticamente i problemi degli apparati già installati, soprattutto quando il produttore ha interrotto il rilascio degli aggiornamenti.

Tra le priorità indicate figurano la messa in sicurezza dei collegamenti a distanza, la separazione tra reti informatiche e sistemi industriali e il controllo costante degli apparecchi collegati. La sostituzione dei dispositivi più esposti resta una soluzione di lungo periodo, ma può risultare complessa e costosa per le aziende.

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