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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Sempio, udienza a rischio per il caso Stasi

La difesa chiederà di fermare il procedimento in attesa della revisione della condanna a 16 anni

L’udienza preliminare per Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, rischia di essere sospesa. La difesa contesta la possibilità di processarlo mentre Alberto Stasi sta ancora scontando una condanna definitiva per lo stesso delitto.

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La richiesta dei difensori

Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia intendono rivolgersi al gup Luigi Riganti per chiedere il congelamento dell’udienza, almeno fino alla decisione sulla revisione della sentenza di Stasi. In alternativa, solleveranno una questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte costituzionale.

Secondo la difesa, il nodo riguarda la possibile contemporanea presenza di un condannato definitivo e di un imputato non accusato di avere agito in concorso con lui per il medesimo omicidio. Cataliotti ha inoltre osservato che Stasi potrebbe arrivare a costituirsi parte civile contro Sempio, eventualità ritenuta difficilmente compatibile con l’attuale situazione processuale.


Il confronto con la condanna Stasi

In ambienti giudiziari milanesi viene richiamata la disciplina sull’inconciliabilità tra giudicati. Questa norma, secondo l’interpretazione riferita, non escluderebbe in assoluto un nuovo processo sullo stesso fatto, anche se esiste già una sentenza irrevocabile. Un eventuale esito sfavorevole per Sempio potrebbe però aprire il problema di come correggere l’eventuale errore giudiziario attribuito, per ora solo in via ipotetica, alla condanna di Stasi.

Al Tribunale di Pavia c’è anche chi ritiene che il gup possa bloccare il procedimento senza investire la Consulta. La questione nasce dalle nuove regole sul rinvio a giudizio, che presuppongono una ragionevole previsione di condanna: la difesa chiede come possa essere formulata quando per lo stesso omicidio esiste già un responsabile riconosciuto con sentenza definitiva.


La revisione attesa a Brescia

I legali di Stasi depositeranno una nuova istanza di revisione tra il 10 e il 20 novembre. A esaminarla sarà la Corte d’Appello di Brescia, alla quale spetterà valutare il materiale raccolto dalla difesa, comprese consulenze e relazioni tecniche.

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Dopo la nomina di Guido Rispoli alla guida della Procura di Verona, la valutazione iniziale spetterà al reggente Domenico Chiaro. In base ai tempi osservati per la revisione della sentenza sulla strage di Erba, la decisione sull’ammissibilità potrebbe arrivare circa tre o quattro mesi dopo il deposito, con un’udienza pubblica se i giudici non sceglieranno la camera di consiglio.


La posizione della Procura generale

Resta da chiarire quale iniziativa assumerà la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni. Anche mercoledì 4 novembre ha risposto «Nessuna novità», senza precisare se intenda chiedere la riapertura del caso.

Nanni, quando ricopriva lo stesso incarico a Cagliari, aveva sostenuto la revisione del processo contro Beniamino Zuncheddu, il pastore sardo assolto dopo 33 anni di carcere per un triplice omicidio, in seguito alla ritrattazione di un testimone chiave.

Se la richiesta di Stasi sarà dichiarata ammissibile, si aprirà la fase di merito. La decisione potrà essere impugnata in Cassazione e, in caso di annullamento con rinvio, tornare davanti a una diversa sezione della Corte d’Appello di Brescia prima di un nuovo eventuale passaggio in Cassazione.

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