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Cronaca 2 min di lettura4 ore fa

Francia, scuole nel caos: presidi aggrediti e incendi nelle città

La protesta studentesca partita dall’area parigina si allarga al Paese: centinaia di licei occupati, scontri, arresti e atenei paralizzati.

La protesta studentesca francese ha assunto dimensioni sempre più violente, con istituti occupati, incendi e confronto diretto con le forze dell’ordine. Le manifestazioni, nate nella regione di Parigi per chiedere una riforma del settore scolastico, hanno raggiunto diverse città e coinvolto anche il mondo universitario.

A Marsiglia un gruppo di operatori scolastici è stato aggredito all’interno di un liceo, mentre a Nantes le fiamme hanno interessato un altro istituto. Il bilancio comprende inoltre centinaia di arresti e gravi disagi alla circolazione.


Aggressioni e incendi nei licei

Davanti al liceo Victor Hugo di Marsiglia si sono verificati scontri tra manifestanti e agenti. Secondo le autorità regionali, il dirigente scolastico, il suo vice, la segretaria generale e un altro componente dello staff sono stati assaliti e cosparsi di benzina all’interno dell’edificio.

Nella stessa città, davanti al liceo Saint-Exupéry, alcune persone avrebbero circondato un mezzo dei vigili del fuoco, saccheggiandolo e appiccando poi un incendio. Anche diversi autobus della compagnia Rtm sono stati presi di mira; in uno degli episodi un conducente è stato aggredito.

A Nantes, invece, un rogo è divampato nell’atrio del liceo Nelson Mandela. Un altro episodio ha riguardato il liceo La Joliverie, dove un adolescente avrebbe preso fuoco durante il blocco dell’ingresso. A Tolosa le fiamme hanno raggiunto anche i binari del tram, provocando rallentamenti e l’intervento dei pompieri insieme alla polizia antisommossa.

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La protesta supera le scuole superiori

La mobilitazione non riguarda più soltanto i licei. Le stime riportano circa 400 istituti occupati, mentre in un’altra rilevazione si parla di oltre 300 scuole superiori con attività interrotta in varie zone della Francia.

Anche le università sono state coinvolte. Il sindacato studentesco riferisce di una trentina di atenei bloccati tra Parigi, Strasburgo, Marsiglia, Lione, Reims, Poitiers e Nanterre, segnando l’estensione della protesta oltre il sistema scolastico.


Il governo tenta il dialogo

Per cercare di ridurre la tensione, il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray ha annunciato una piattaforma di consultazione rivolta agli studenti delle scuole superiori. L’iniziativa, ha spiegato, sarà aperta ai loro contributi nel confronto sulla riforma richiesta dai manifestanti.

Nel frattempo, la situazione resta critica in più città. Le autorità denunciano episodi di violenza e l’uso politico delle proteste, mentre le forze dell’ordine continuano a presidiare gli istituti e le aree interessate dai blocchi.

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