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Cronaca 2 min di lettura6 ott

FlyDubai, la pista iraniana dopo la confessione su Gaza

Donald Trump evoca un possibile ruolo dell’Iran, mentre gli investigatori esaminano il telefono e gli spostamenti del copilota accusato del tentato dirottamento.

Donald Trump indica l’Iran come possibile regista del tentato dirottamento di un volo FlyDubai diretto all’aeroporto Ben Gurion. Il presidente degli Stati Uniti lo ha affermato rispondendo a una domanda precisa della stampa, senza tuttavia spiegare su quali elementi basi questa convinzione.


L’equipaggio non avrebbe aiutato

Nel frattempo, le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno ascoltato gli assistenti di volo presenti a bordo. Secondo quanto riferito da Channel 12, dagli interrogatori non sarebbero emersi elementi che facciano pensare a una loro partecipazione al piano.

Gli inquirenti avrebbero inoltre escluso che i membri dell’equipaggio abbiano cercato di agevolare l’azione del copilota. Rimane quindi da chiarire se Hammam al-Hammami abbia agito autonomamente oppure se abbia ricevuto sostegno da altre persone.


Il movente legato a Gaza

Durante l’interrogatorio condotto negli Emirati, il copilota avrebbe parlato del proprio movente. La frase riferita agli investigatori è: «L’ho fatto per vendicare Gaza, volevo morire da martire».

Al-Hammami è accusato di avere tentato di condurre un aereo FlyDubai verso lo schianto all’aeroporto Ben Gurion. La ricostruzione è ancora oggetto di verifiche e, allo stato, il contenuto delle sue dichiarazioni viene attribuito agli inquirenti attraverso le informazioni diffuse dall’emittente israeliana.

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Il telefono può svelare nuovi contatti

Gli investigatori sarebbero entrati in possesso dei dati contenuti nel telefono del copilota. L’analisi del dispositivo potrebbe aiutare a ricostruire comunicazioni, contatti e passaggi ancora non chiariti nell’indagine.

Proprio il materiale digitale potrebbe fornire indicazioni sulla presenza di eventuali complici o mandanti. Al momento, però, non è stato stabilito se dietro il tentativo ci sia una rete organizzata o soltanto l’iniziativa personale dell’uomo.


Viaggi brevi in Paesi ostili

Un funzionario del Mossad avrebbe riferito ai ministri israeliani che, negli ultimi anni, al-Hammami ha compiuto brevi soggiorni in diversi Paesi considerati ostili a Israele. Gli spostamenti sono ora al vaglio delle autorità, che stanno cercando di determinarne lo scopo.

«Stiamo verificando se durante quei viaggi sia stato reclutato da una persona o da un’organizzazione», avrebbe detto il funzionario, secondo la ricostruzione di Channel 12. Questo elemento, insieme all’esame del telefono, rappresenta uno dei principali filoni per stabilire se il copilota abbia agito da solo.

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