Fiducia sulla legge elettorale: il primo voto accende lo scontro
Montecitorio approva l’articolo iniziale con 226 voti favorevoli, mentre il Pd denuncia un atto contro il ruolo del Parlamento
Il primo passaggio della riforma elettorale alla Camera si chiude con una maggioranza netta, ma lascia aperto lo scontro politico. Il provvedimento ha ottenuto 226 voti favorevoli, 147 contrari e 3 astensioni dopo che il governo ha scelto di legare il testo alla questione di fiducia. Le opposizioni contestano soprattutto il ricorso a questo strumento su una materia considerata centrale per il funzionamento delle istituzioni.
Il Pd attacca la scelta del governo
Chiara Braga, capogruppo del Partito democratico alla Camera, ha definito il voto di fiducia sui primi tre articoli «uno schiaffo al Parlamento». Secondo la deputata, le istituzioni appartengono all’intera comunità politica e non soltanto alla maggioranza che sostiene l’esecutivo.
Braga ha inoltre accusato la riforma di mettere in discussione i principi costituzionali e di ridurre il livello di rappresentanza, favorendo una maggiore concentrazione del potere. Nel giudizio del Pd, il meccanismo lascia anche ai partiti un peso decisivo nella scelta di una parte consistente dei candidati.
Cosa prevede il primo articolo
La disposizione approvata riguarda l’elezione della Camera e introduce un sistema proporzionale accompagnato da un premio di maggioranza. Il testo prevede anche le preferenze, mantenendo però i capilista bloccati; la proposta è stata indicata con i soprannomi Stabilicum e Melonellum.
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Il governo guidato da Giorgia Meloni ha incassato il risultato senza difficoltà, come già accaduto durante l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità. I voti favorevoli sono stati tre in meno rispetto a quelli registrati il primo ottobre. In aula, durante il passaggio, erano presenti anche Antonio Tajani, Carlo Nordio, Elisabetta Casellati, Eugenia Roccella e Gianmarco Mazzi.
Ora tocca al secondo articolo
Dopo il via libera alla prima parte della riforma, la seduta della Camera è ripresa per affrontare il secondo articolo. La fiducia posta dall’esecutivo riguarda complessivamente i primi tre articoli del provvedimento, così l’iter parlamentare prosegue con una serie di votazioni strettamente legate alla tenuta della maggioranza.
Il risultato numerico del primo scrutinio conferma quindi l’approvazione del testo nella fase iniziale, ma non chiude il confronto politico. Le opposizioni continuano infatti a contestare sia il contenuto della legge sia la decisione di comprimere il dibattito parlamentare attraverso la fiducia.
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