Casa, la sfida di Sánchez passa da 69 voti: cosa può succedere ora
Il governo spagnolo ripropone due misure sull’abitare dopo la bocciatura parlamentare, affidandone il destino all’organo che opera quando le Camere non sono riunite.
Il nuovo passaggio decisivo per i provvedimenti spagnoli sulla casa sarà il voto della Diputación Permanente, chiamata a esprimersi entro 30 giorni. L’organismo conta 69 componenti e, sulla carta, offre al governo di Pedro Sánchez un margine ristretto: 35 voti contro 34 per il fronte che aveva respinto i testi alla Camera.
La nuova iniziativa dell’esecutivo arriva dopo l’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, di due decreti legge sull’edilizia abitativa molto simili a quelli bocciati la settimana precedente. Sánchez, che aveva annunciato le proprie dimissioni dopo quel voto, ha sostenuto che il governo continuerà a operare fino alla formazione del nuovo Parlamento.
Il voto passa da un organo ristretto
La Diputación Permanente garantisce la continuità dell’attività parlamentare quando le Camere sono sciolte o quando una legislatura è terminata. In questa fase può svolgere alcune funzioni del Congresso riunito in seduta plenaria, compresa la convalida o la cancellazione dei decreti legge urgenti adottati dal governo.
La sua composizione segue la consistenza dei gruppi parlamentari, ma gli equilibri non coincidono con quelli dell’aula completa. Il Partito popolare dispone di 27 seggi, il PSOE di 25, mentre Vox e Sumar ne hanno 6 ciascuno. PNV, EH Bildu, ERC, Junts e il Gruppo misto hanno un rappresentante a testa; quest’ultimo seggio è occupato da Ione Belarra di Podemos. A presiedere l’organismo è Francina Armengol, che guida anche il Congresso.
Le misure per affitti e acquisti
I due decreti ripropongono interventi destinati sia agli inquilini sia ai proprietari. Tra le misure indicate da Sánchez figurano agevolazioni fiscali, incentivi per i piccoli locatori e strumenti per rendere più accessibili gli affitti e l’acquisto di un’abitazione.
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Il pacchetto comprende anche una linea di finanziamento da 10 miliardi di euro. Sono previsti prestiti senza interessi fino a 50mila euro per chi compra la prima casa. Il governo punta inoltre a limitare il peso dei fondi speculativi nel mercato immobiliare.
Sánchez rivendica la scelta
Presentando i testi in conferenza stampa, il primo ministro ha difeso la decisione di riproporre misure già respinte. «Non era una questione ideologica, era una questione di umanità», ha affermato, sostenendo che l’emergenza abitativa riguarda una delle principali preoccupazioni della popolazione.
Sánchez ha aggiunto che l’opinione pubblica sarebbe favorevole a un intervento in un mercato che, secondo la sua valutazione, non funziona correttamente. Ha comunque ammesso che i provvedimenti non basteranno a risolvere l’intero problema della casa, una difficoltà condivisa anche da molti altri Paesi europei.
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