Ferretti, il primo round è di Weichai: respinto il ricorso di Kkgc
Il Tribunale di Bologna ha confermato le delibere dell’assemblea che hanno consegnato al gruppo cinese la maggioranza del consiglio di amministrazione del colosso nautico.
Il nuovo equilibrio ai vertici di Ferretti supera il primo ostacolo giudiziario. Il Tribunale di Bologna, attraverso la sezione specializzata in materia d’impresa, ha rigettato l’azione presentata da Azúr, società collegata al gruppo ceco Kkgc di Karel Komarek, contro la nomina del consiglio di amministrazione decisa dall’assemblea del 14 maggio.
La decisione rafforza così la posizione di Weichai, primo azionista del gruppo nautico con il 39,5% attraverso Ferretti International Holding. Per il nuovo amministratore delegato Stassi Anastassov si tratta di un passaggio rilevante nel percorso di rilancio dell’azienda forlivese.
Il tribunale conferma il nuovo consiglio
Il ricorso contestava le delibere con cui l’assemblea aveva scelto il vertice di Ferretti. Il collegio bolognese ha però respinto le richieste di Azúr, mettendo un primo punto fermo nella sfida tra i due principali azionisti del gruppo.
La lista sostenuta da Weichai aveva ottenuto il 52,3% dei voti espressi durante la riunione del 14 maggio. Kkgc, che detiene una quota indicata nel 23,2%, si era fermata al 47,4%.
Weichai mantiene il controllo del Cda
L’esito della votazione ha permesso al gruppo cinese di designare otto dei nove componenti del consiglio di amministrazione. La maggioranza ha inoltre indicato Stassi Anastassov alla guida operativa di Ferretti: il manager è l’ex amministratore delegato di Duracell.
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Il verdetto del tribunale consolida quindi l’assetto uscito dall’assemblea e riduce, almeno sul piano immediato, l’incertezza che gravava sulla governance della società. La contesa aveva infatti messo in discussione proprio la composizione del nuovo consiglio.
La scalata di Kkgc non è riuscita
L’iniziativa giudiziaria era arrivata dopo il fallimento del tentativo di Kkgc di conquistare il controllo del gruppo nautico. Il progetto passava da un’Opa parziale, pensata per raccogliere un numero di azioni sufficiente a ottenere la maggioranza del consiglio.
Con il controllo del Cda, il gruppo di Karel Komarek avrebbe potuto modificare i rapporti di forza con Weichai. La votazione assembleare ha invece confermato la prevalenza del socio cinese, che resta il principale azionista di Ferretti e conserva la maggioranza dei consiglieri.
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