Fairford, scatta il cordone: robot anti-bomba vicino a tre furgoni
Massima attenzione attorno alla base della Raf di Fairford, dove artificieri e forze dell’ordine sono intervenuti mentre cinque persone venivano fermate per sospetti legati al terrorismo.
La situazione si è concentrata nei pressi della base Raf di Fairford, nel Regno Unito, dove un’area è stata chiusa per consentire l’intervento degli specialisti. Le operazioni hanno coinvolto polizia, soccorritori e artificieri, arrivati con un robot destinato alla gestione di possibili ordigni.
Tre furgoni al centro dell’intervento
Le riprese effettuate dall’alto hanno documentato un ampio schieramento di sicurezza attorno a tre furgoni. Il perimetro è stato isolato e le squadre impegnate sul posto hanno lavorato mantenendo la zona sgombra durante le verifiche.
Il robot è stato utilizzato dagli artificieri nell’area vicina ai veicoli. Le informazioni disponibili non precisano se sia stato individuato un esplosivo, ma confermano la presenza di un’operazione specializzata per mettere in sicurezza il sito.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Cinque arresti per terrorismo
Parallelamente all’intervento nei pressi della base, la polizia britannica ha fermato cinque persone. Nei loro confronti è stata formulata l’accusa di preparazione di un atto terroristico.
Gli arresti aggiungono un ulteriore elemento all’operazione condotta a Fairford, dove il dispositivo di sicurezza è rimasto in campo insieme ai mezzi delle emergenze e agli artificieri. Non sono stati forniti altri dettagli sulle persone arrestate né sull’eventuale collegamento con i tre furgoni.
Continua a leggere
Michelle Masullo fuori dal Gf Vip: scintille tra Marina La Rosa e Alex Belli
La puntata del 28 settembre ha consegnato il primo verdetto dell’edizione e acceso il confronto tra alcuni concorrenti, tra accuse, tensioni e rapporti sempre più fragili.
Cairo, Tajani ridimensiona il verdetto: il Paese non è stato giudicato
Il vicepremier richiama il fatto che il procedimento è ancora al primo grado e riguarda soltanto tre persone, non l’intero Stato egiziano.
Regeni, dopo quasi 11 anni la giustizia trova la sua risposta
Nel palazzo di giustizia di Roma Sergio Colaiocco porta con sé il peso di un’indagine lunga e il significato di una sentenza che richiama lo Stato di diritto.
Regeni, la svolta a Roma: tre condanne e un agente assolto
La Corte d’Assise riconosce il sequestro di Giulio Regeni da parte di tre uomini della sicurezza egiziana, ma non l’omicidio.