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Cronaca 1 min di lettura55 min fa

Due localizzatori e un dubbio: come Ielmini seguiva Pierina

Gli investigatori hanno trovato un dispositivo sulla Dacia della vittima e un secondo nell’abitazione dell’ex compagno, accusato dell’omicidio.

La presenza di due rilevatori di posizione sta rafforzando l’ipotesi secondo cui Fulvio Ielmini potesse conoscere in tempo reale gli spostamenti di Pierina Buffon. È questo l’elemento che potrebbe spiegare come l’uomo sia riuscito a intercettare la donna mentre era alla guida della sua Dacia.

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La pista dei due dispositivi

Un localizzatore è stato rinvenuto tra i resti dell’automobile della vittima, coinvolta nello schianto sulla tangenzialina di Cassano Magnago. Il secondo apparecchio, invece, sarebbe stato individuato nella casa dell’ex compagno.

La doppia scoperta porta gli investigatori a valutare l’ipotesi di un controllo sistematico degli spostamenti di Pierina. Il quadro, ancora al centro degli accertamenti, suggerisce che la posizione della donna potesse essere monitorata prima dell’impatto.

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L’incidente non convince gli inquirenti

Ielmini, 73 anni, ex commerciante di frutta e verdura, è accusato di femminicidio. La ricostruzione dell’accaduto ruota anche attorno al momento in cui la sua auto avrebbe raggiunto quella dell’ex compagna.

Per gli investigatori, l’urto potrebbe non essere stato casuale. Proprio la possibilità che l’uomo conoscesse la posizione della donna attraverso i dispositivi spiega perché lo schianto venga considerato un evento da esaminare come un’azione intenzionale, e non come una semplice fatalità.

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