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Cronaca 2 min di lettura10 min fa

Schianto sulla tangenziale: per Ielmini anche l’accusa di omicidio

La Procura contesta al 73enne anche l’omicidio volontario aggravato: avrebbe invaso la corsia opposta con la Jaguar lanciata a 140 chilometri orari.

La contestazione giudiziaria nei confronti di Fulvio Ielmini si è aggravata dopo lo schianto costato la vita a Pierina Buffon. Oltre al femminicidio, la Procura di Busto Arsizio gli attribuisce ora anche l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi: secondo l’ipotesi accusatoria, l’impatto tra le due vetture non sarebbe stato casuale.

Il 73enne di Gallarate è ancora ricoverato all’ospedale di Varese, dove si trova piantonato. La vittima, sua ex compagna di 69 anni, viaggiava sulla tangenziale di Cassano Magnago quando la sua utilitaria è stata colpita frontalmente.

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La dinamica resta il nodo centrale

La ricostruzione della polizia locale indica che la Jaguar guidata da Ielmini avrebbe superato il limite della propria carreggiata, finendo contro l’auto della donna. Prima dello scontro, secondo i rilievi, la vettura sarebbe stata portata fino a 140 chilometri orari.

Gli investigatori dovranno ora verificare ogni passaggio della collisione. Nei prossimi giorni sono previsti l’esame autoptico sul corpo di Buffon e una perizia cinematica, incaricata di chiarire traiettorie, velocità e modalità dell’urto.


Dalla denuncia alla nuova contestazione

L’inchiesta tiene conto anche dei fatti avvenuti dopo la fine della relazione, durata otto anni e conclusa a giugno per decisione della donna. A fine luglio Buffon aveva presentato una denuncia per presunti comportamenti persecutori, tra cui minacce e pedinamenti.

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La Procura ha modificato nel frattempo l’ipotesi iniziale, passata dall’omicidio stradale al femminicidio e ora affiancata dall’accusa di omicidio volontario. Per l’accusa, Ielmini avrebbe dunque provocato deliberatamente il frontale utilizzando la propria automobile.


Perquisita la casa dell’indagato

Tra sabato e domenica gli investigatori hanno perquisito l’abitazione dell’uomo. L’operazione ha portato al sequestro di documenti e apparecchi elettronici, compreso il tablet di Ielmini, come riferito dal suo difensore, l’avvocato Angelo Luini.

La difesa richiama intanto l’attenzione sulle condizioni psichiche dell’indagato. «Fondamentale, in questo momento, è stabilire le condizioni mentali del mio assistito», ha dichiarato Luini, mentre gli accertamenti tecnici dovranno fornire ulteriori elementi sulla dinamica e sulle responsabilità dello schianto.

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