Ducale-Piano, gli atti restano blindati: Spalla prepara il ricorso
La Fondazione difende la riservatezza del progetto affidato a Renzo Piano, mentre l’architetto del recupero del 1992 annuncia una battaglia davanti al Tar.
Il progetto di Renzo Piano per il Ducale resta al centro di un confronto sulla trasparenza degli incarichi. La Fondazione ha infatti negato l’accesso agli atti relativi all’affidamento dell’intervento, richiamando la tutela delle soluzioni progettuali e delle informazioni riservate.
A contestare la decisione è l’architetto Spalla, protagonista del recupero del 1992. Il professionista si prepara a rivolgersi al Tar, trasformando la disputa sull’accesso ai documenti in un caso che contrappone tutela del progetto e richiesta di conoscibilità degli atti.
La Fondazione difende il progetto
Secondo la posizione del Ducale, la documentazione non può essere divulgata perché contiene competenze tecniche, impostazioni progettuali e dati considerati sensibili. La Fondazione sostiene che questi elementi siano protetti sia dal diritto d’autore sia dalle norme sulla riservatezza.
Il rifiuto riguarda in particolare gli atti con cui è stato conferito l’incarico all’archistar. La motivazione, dunque, non si limita al contenuto creativo dell’intervento, ma comprende anche le informazioni collegate alla sua assegnazione.
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Spalla porta il caso al Tar
L’architetto Spalla, legato al precedente recupero del 1992, contesta la scelta di non rendere disponibili i documenti. La sua iniziativa punta a ottenere un esame giudiziario della decisione assunta dalla Fondazione.
Il ricorso al Tar è indicato come il prossimo passaggio dello scontro. Da una parte c’è l’esigenza dichiarata dal Ducale di proteggere il progetto e il relativo patrimonio di conoscenze; dall’altra, la richiesta di verificare gli atti sull’affidamento dell’incarico a Renzo Piano.
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