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Cronaca 2 min di lettura30 set

Caso Garlasco, il monito di Sollecito: Sempio non finisca sui media

L’ex imputato per la morte di Meredith Kercher chiede trasparenza sulle analisi e invita a non trasformare l’inchiesta pavese in un giudizio pubblico

Raffaele Sollecito chiede che dati grezzi e registri tecnici delle analisi vengano sempre messi a disposizione di tutte le parti. «Non cerco vendetta», afferma, ma pretende che chi ha avuto un ruolo nella vicenda si assuma le proprie responsabilità in modo trasparente.


La richiesta di Sollecito agli inquirenti

L’ingegnere informatico collega questa esigenza alla propria esperienza giudiziaria. Nel procedimento per l’omicidio di Meredith Kercher, ricorda, una traccia individuata sul coltello ritenuto dagli investigatori compatibile con l’arma del delitto era talmente esigua da non poter essere quantificata dallo strumento.

Quel profilo genetico venne sottoposto a una sola amplificazione e fu interpretato abbassando la soglia di lettura della macchina. La Cassazione lo definì una traccia di «esigua entità (Low Copy Number)», ottenuta con un’amplificazione non ripetibile, prima di assolvere Sollecito in via definitiva. Secondo lui, un risultato fondato su materiale minimo è attendibile soltanto quando può essere replicato e ogni tentativo deve comparire agli atti.


Il caso Stasi e il rischio mediatico

Sollecito sostiene che la vicenda di Alberto Stasi presenti, sotto il profilo documentale, una situazione opposta. A suo dire, due esami del 2007 eseguiti sui pedali della bicicletta di Stasi e risultati negativi non sarebbero stati inseriti nel fascicolo processuale; i relativi dati grezzi sarebbero riemersi soltanto nel 2025, secondo quanto indicato dalla Procura di Pavia.

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«Per me Alberto Stasi è innocente, senza alcun dubbio», ribadisce, assumendosi la responsabilità delle proprie parole. A suo giudizio, contro Stasi non ci sarebbero state prove oggettive, ma una ricostruzione che avrebbe incluso anche un elemento già risultato negativo il giorno successivo alle analisi.


Nessuna sentenza anticipata su Sempio

Sul coinvolgimento di Andrea Sempio, invece, Sollecito sceglie la prudenza e rimette agli investigatori il compito di accertare i fatti fino in fondo. «Su Andrea Sempio non dico nulla: il processo mediatico l'abbiamo già subìto in troppi», dichiara in riferimento all’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.

Sollecito precisa di non voler stabilire personalmente che cosa sia accaduto nel laboratorio nel 2007. La sua posizione nasce dalla consapevolezza maturata dopo quasi quattro anni trascorsi in carcere per l’omicidio di Meredith Kercher, accusa dalla quale è stato poi definitivamente scagionato.

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