Dopo il fermo di Siher, la protesta si allarga: tensione nelle piazze
Studenti e giovanissimi in corteo da Torino a Roma, mentre a Bologna e Firenze si registrano scontri, feriti e l’uso degli idranti
Il fermo di Youssef Siher non ha spento la mobilitazione legata al Movimento 17 ottobre. Da Torino a Roma, passando per Bologna e Firenze, le manifestazioni hanno portato in strada soprattutto studenti, minorenni e ragazzi di seconda generazione, con momenti di forte tensione accanto a cortei rimasti pacifici.
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La protesta continua dopo il fermo
Il nome di Siher, indicato nel testo come figura centrale del Movimento 17 ottobre, è rimasto al centro della rabbia espressa nelle diverse piazze italiane. Il suo fermo, invece di interrompere le iniziative, è stato seguito da nuove mobilitazioni e da slogan rivolti a mantenere viva la protesta.
A scandire i cortei è stato anche il grido «Torneremo presto», ripetuto da studenti, militanti dell’area antagonista e numerosi giovanissimi. La presenza di molti minorenni e di ragazzi di seconda generazione rappresenta il tratto più evidente e nuovo delle manifestazioni.
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Scontri e feriti in diverse città
Accanto alle numerose fasi senza incidenti, in alcune città si sono verificati tafferugli. A Bologna e Firenze sono stati segnalati feriti, mentre il confronto tra manifestanti e forze dell’ordine ha raggiunto momenti più aspri.
Durante gli scontri sono stati impiegati gli idranti contro i partecipanti ai cortei. In risposta, alcuni manifestanti hanno lanciato sampietrini contro gli agenti, facendo salire ulteriormente la tensione nelle piazze.
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