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Cronaca 1 min di lettura56 min fa

Scontri a Milano, per Siher si aggiunge l’accusa più grave

Il ricercatore 30enne fermato dalla Procura è accusato anche di terrorismo, oltre che di istigazione a delinquere e violenza organizzata durante le manifestazioni.

Per Youssef Siher, ricercatore italiano di seconda generazione, il quadro accusatorio comprende anche l’ipotesi di terrorismo. Il 30enne è stato fermato in serata su disposizione della Procura di Milano per il suo presunto ruolo centrale nel Movimento 17 ottobre, collegato agli scontri nel centro del capoluogo lombardo.

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L’accusa di terrorismo entra nel fascicolo

La contestazione più recente o comunque più grave riguarda il terrorismo. Siher, secondo l’impostazione investigativa, sarebbe stato una figura di riferimento del Movimento 17 ottobre, ritenuto legato agli episodi di violenza avvenuti a Milano.

Il fermo è stato eseguito nella serata su iniziativa della Procura milanese. Le accuse, allo stato delle contestazioni, non equivalgono a una condanna e dovranno essere esaminate nelle sedi giudiziarie competenti.

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Le altre contestazioni per gli scontri

Oltre al terrorismo, a Siher vengono attribuiti anche l’istigazione a delinquere e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. I reati riguardano dunque sia la presunta attività di incitamento sia la gestione di condotte violente durante le proteste.

L’inchiesta si concentra sugli scontri verificatisi nel centro di Milano e sul possibile coinvolgimento del Movimento 17 ottobre. Il 30enne è indicato dagli investigatori come la presunta mente del gruppo, ma saranno gli accertamenti e il successivo percorso processuale a stabilire responsabilità e ruolo effettivi.

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