Piazze sotto controllo, ma gli scontri restano: il bilancio
Quasi 5mila persone identificate e 371 fermate durante una giornata segnata da tensioni a Torino, Roma, Bologna, Milano e Firenze.
La macchina della sicurezza ha evitato il ripetersi dei saccheggi della settimana precedente, ma non ha impedito nuove tensioni in diverse città italiane. Il bilancio provvisorio parla di quasi 5mila persone identificate, 371 fermate, tra cui 110 minorenni, e 9 arresti.
L’attività preventiva ha inoltre portato all’individuazione del presunto amministratore della pagina del Movimento 17 ottobre, realtà indicata dagli investigatori come promotrice delle ultime mobilitazioni. L’uomo, Youssef Siher, è stato accompagnato in Questura e risulta indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità terroristica e dall’utilizzo di strumenti informatici.
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L’inchiesta punta sul Movimento 17 ottobre
Siher, trentenne italiano di seconda generazione e residente nel Bresciano, è stato rintracciato a Milano, nel quartiere Corvetto, nell’abitazione di un’attivista filopalestinese. Non si trovava nella sua casa di Brescia: la polizia lo avrebbe localizzato attraverso attività tecniche condotte dagli investigatori.
L’identificazione è arrivata dopo il lavoro congiunto di Antiterrorismo e Polizia Postale, anche grazie alla collaborazione giudiziaria con Meta e ai dati messi a disposizione dai fornitori di servizi internet. L’Aisi aveva già segnalato Siher nel 2024 per attività di propaganda. Secondo gli accertamenti, avrebbe creato il gruppo “Alba nascente” per diffondere messaggi riconducibili ad Hamas e al Fronte popolare per la liberazione della Palestina, sostenere la logistica delle manifestazioni filopalestinesi e mantenere contatti con ambienti antagonisti.
Gli investigatori stanno ora verificando se esista una struttura organizzata dietro le recenti proteste. Le prime risultanze, ancora da approfondire, non indicherebbero il sostegno diretto di uno Stato straniero, mentre emergerebbero possibili collegamenti con una realtà strutturata come i Fratelli Musulmani.
Roma e Bologna tra cariche e barricate
A Roma i momenti più delicati si sono verificati a breve distanza dal Quirinale, dopo il lancio di bottiglie contro i mezzi blindati. Poco prima, alcuni manifestanti erano riusciti a entrare nel Colosseo, in un’incursione avvenuta durante la protesta.
A Bologna la polizia ha utilizzato idranti e ha effettuato cariche; un giovane è rimasto ferito ed è stato trasferito in ambulanza. Nel centro storico si sono formati due distinti fronti di protesta, con barricate, cassonetti incendiati e la distruzione di un distributore automatico di sigarette.
Torino è stata teatro di ulteriori tensioni, mentre a Milano il dispositivo di sicurezza ha incluso mezzi Lince e paracadutisti a protezione di piazza del Duomo. Qui alcune migliaia di persone, in larga parte studenti universitari, si sono confrontate con le forze dell’ordine. A Firenze, invece, il corteo ha raggiunto le strade dello shopping e sono state lanciate bottiglie, seguite da interventi di alleggerimento.
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Prevenzione decisiva prima dei cortei
La giornata avrebbe potuto essere più difficile: il Movimento 17 ottobre aveva previsto di comunicare soltanto alle 14.30 i luoghi dei concentramenti in varie città. L’intervento investigativo sulla presunta regia della mobilitazione è scattato proprio prima di quell’orario, riducendo la possibilità di iniziative a sorpresa.
I controlli svolti nelle ore precedenti hanno portato all’identificazione di diverse centinaia di giovani e a decine di fermi preventivi, inclusi alcuni minorenni. In più casi sono stati trovati passamontagna, maschere, guanti e bombolette spray, elementi che hanno rafforzato l’attenzione delle forze dell’ordine.
A Napoli, Padova e Bari i cortei si sono svolti senza episodi paragonabili a quelli registrati nelle altre piazze. Il quadro complessivo è rimasto quindi più contenuto rispetto alla settimana precedente, pur con scontri, lanci di oggetti, lacrimogeni e mezzi idranti impiegati in più punti del Paese.
Meloni e Piantedosi difendono il dispositivo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato il doppio obiettivo di tutelare le manifestazioni pacifiche e la sicurezza dei cittadini. In un messaggio pubblicato sui social ha ringraziato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e gli operatori impegnati sul campo, sostenendo che lo Stato debba impedire ai violenti di mettere a rischio intere città.
Piantedosi ha invece sottolineato che le forze di polizia hanno circoscritto le componenti più aggressive. «In Italia non può esserci spazio per chi si illude di agire nell’impunità e in zone franche», ha dichiarato al termine della giornata, esprimendo apprezzamento anche per l’individuazione del promotore del Movimento 17 ottobre.
Il ministro ha ribadito che il diritto di manifestare non può trasformarsi in un alibi per gli atti violenti. Per gli investigatori, il seguito dell’indagine dovrà chiarire il ruolo di Siher e l’eventuale presenza di una rete organizzativa più ampia.
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