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Cronaca 3 min di lettura2 ore fa

Cortei, 9 arresti e 371 fermi: Torino e Roma sotto pressione

La giornata di mobilitazione si chiude con migliaia di identificati, tensioni in diverse città e un’indagine sulla pagina Movimento 17 ottobre.

Nove arresti, 87 denunce e 371 persone accompagnate negli uffici di polizia: è il bilancio delle manifestazioni organizzate in varie province italiane. Tra i fermati figurano 110 minorenni e 69 cittadini stranieri, mentre gli identificati sono stati 4.292, secondo i dati diffusi dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Le situazioni più tese si sono registrate a Torino e Roma, ma episodi di confronto tra manifestanti e forze dell’ordine hanno interessato anche Bologna, Firenze e Milano. Nella capitale alcuni giovani hanno raggiunto l’area del Colosseo; 43 persone sono state portate in Questura dopo essere state trovate con passamontagna, guanti, maschere e kefiah.

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Torino al centro degli scontri

Nel capoluogo piemontese la polizia ha impedito al corteo riunito in piazza Castello di avanzare verso via Po. Dopo l’invito a dirigersi verso la zona settentrionale della città, passando dai Giardini reali, gli agenti hanno effettuato una breve carica di contenimento usando scudi e manganelli.

La tensione è poi aumentata nei pressi del ponte Mosca, quando dal corteo contro il riarmo sono stati lanciati razzi e bottiglie. Le forze dell’ordine hanno risposto con numerosi lacrimogeni; i partecipanti hanno quindi proseguito lungo Lungo Dora Napoli. Sullo striscione in testa alla manifestazione comparivano i messaggi contro il riarmo, i centri dati e il caro benzina.


Roma, Bologna e Firenze sotto osservazione

A Roma il corteo ha raggiunto l’area archeologica del Colosseo dopo una deviazione verso l’arco di Costantino. La polizia in assetto antisommossa è intervenuta quando alcuni manifestanti sono entrati nel monumento, senza che si registrassero scontri in quel momento. Più tardi, in centro, il lancio di bottiglie verso gli agenti ha preceduto l’uso di idranti, lacrimogeni e cariche di alleggerimento.

Anche a Bologna la polizia ha respinto i partecipanti in piazza dei Martiri dopo il lancio di bottiglie e petardi contro gli agenti. A Firenze, invece, il corteo è rimasto bloccato sul ponte Santa Trinita mentre cercava di raggiungere via Tornabuoni e la zona di Ponte Vecchio: ci sono stati contatti, oggetti lanciati e manganellate, prima di un ritorno alla normalità.

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A Milano alcune migliaia di persone, soprattutto studenti universitari, si sono fronteggiate con le forze dell’ordine in corso Venezia. Il passaggio è stato bloccato all’altezza di via Borghetto e diversi esercizi commerciali hanno abbassato le serrande per timore di disordini.


L’indagine sulla pagina del movimento

Youssef Siher, 30 anni, è sotto inchiesta per istigazione a delinquere aggravata. Gli investigatori lo considerano il promotore della pagina Instagram «Movimento 17 ottobre», comparsa dopo i disordini della settimana precedente; nella mattinata la sua abitazione è stata perquisita e la sua posizione è ora al vaglio della Procura.

Il ricercatore ha collaborato in passato con l’Ispi e ha svolto uno stage seguito da un periodo di collaborazione con il Fatto quotidiano, interrotto circa un anno e mezzo fa. La sua individuazione è stata citata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha definito la giornata complessa e ha assicurato fermezza contro i fenomeni violenti.

«Le forze di polizia sono riuscite a isolare e contenere le frange violente, con equilibrio e competenza», ha dichiarato Piantedosi commentando gli avvenimenti. Il ministro ha aggiunto che il diritto di manifestare resta garantito, ma chi sceglie illegalità e violenza dovrà risponderne davanti all’autorità giudiziaria.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ringraziato gli operatori impegnati nelle piazze e ha sottolineato che la sicurezza è stata assicurata nonostante i tentativi di provocare scontri e disordini. Il suo ringraziamento è stato rivolto anche a Piantedosi, prefetti, questori e responsabili del coordinamento dell’ordine pubblico.

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