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Cronaca 1 min di lettura16 ore fa

Don Bosco non si arrende: in strada con Don Coluccia contro lo spaccio

Cittadini, associazioni e comitati dei quartieri vicini hanno attraversato il quartiere romano dopo l’esplosione di due bombe carta avvenuta poche settimane fa.

La paura non ha svuotato le strade di Don Bosco. A poche settimane dall’esplosione di due bombe carta, cittadini e associazioni sono tornati a manifestare nella zona est di Roma per richiamare l’attenzione su illegalità, spaccio e degrado.

A guidare il corteo è stato Don Coluccia, sacerdote da anni sotto scorta per il suo impegno contro la criminalità legata alla droga. Alla mobilitazione hanno preso parte anche diversi comitati dei quartieri vicini, uniti dalla richiesta di non lasciare spazio alla paura.


La risposta del quartiere alle bombe carta

L’iniziativa si è svolta nel quartiere Don Bosco, nella zona sud della Capitale, dove gli attentati con ordigni rudimentali avevano alimentato preoccupazione tra i residenti. La presenza in strada è servita a mantenere alta l’attenzione su una situazione considerata motivo di allarme per la comunità.

La manifestazione ha raccolto persone provenienti non soltanto dall’area direttamente interessata. Anche le realtà dei quartieri circostanti hanno aderito, portando nel corteo la richiesta di reagire all’illegalità attraverso una partecipazione visibile e condivisa.

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Don Coluccia in prima fila

In testa alla fiaccolata si è schierato Don Coluccia, figura conosciuta per le sue campagne contro lo spaccio e per il fatto di vivere sotto protezione. La sua presenza ha dato un volto alla protesta e ha riportato al centro il tema della sicurezza nelle strade del quartiere.

A promuovere l’appuntamento è stata l’associazione “Luce sia”. L’adesione di cittadini, associazioni e comitati locali ha trasformato la serata in una mobilitazione contro il degrado e contro il clima di timore seguito alle esplosioni.

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