Diritti delle ragazze in retromarcia: il conto dei tagli
Aiuti internazionali in calo, servizi chiusi e meno prevenzione: il dossier 2026 fotografa un arretramento che colpisce soprattutto le più giovani.
Entro la fine del 2026 altri 6 milioni di bambini e bambine potrebbero restare fuori dalla scuola rispetto al 2024. Una perdita di questa portata equivale, per dimensioni, alla chiusura di tutte le scuole primarie di Italia e Germania messe insieme. L’allarme arriva mentre milioni di ragazze vedono restringersi anche le possibilità di protezione dalla violenza e dai matrimoni precoci.
Il quadro è contenuto nel Dossier indifesa 2026 di Terre des Hommes, dedicato alla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo e presentato a Palazzo Isimbardi, a Milano. Alla sua quindicesima edizione, il rapporto registra per la prima volta un peggioramento pressoché generalizzato degli indicatori.
La scuola non è l’unica emergenza
Nel 2025 oltre 4 milioni di ragazze non hanno potuto accedere ai percorsi destinati a prevenire i matrimoni precoci. Fino a 12 milioni di donne e ragazze, inoltre, potrebbero perdere la possibilità di usufruire di servizi fondamentali per contrastare la violenza di genere.
Secondo Terre des Hommes, la contrazione degli aiuti internazionali allo sviluppo sta cancellando risultati costruiti in decenni. L’organizzazione parla di una vera inversione di rotta, capace di rimettere in discussione conquiste ottenute attraverso politiche pubbliche e cooperazione internazionale, con le conseguenze più pesanti concentrate sulle fasce già vulnerabili.
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Servizi sanitari sempre più fragili
Anche la salute sessuale e riproduttiva risente della riduzione delle risorse. Quasi 1.400 strutture sanitarie hanno chiuso, lasciando circa 9 milioni di persone senza assistenza; in 62 Paesi, dopo anni di progressi nella lotta all’HIV, l’accesso alla profilassi pre-esposizione è diminuito del 38%.
In alcuni contesti, i finanziamenti destinati all’acquisto di preservativi sono crollati del 90%, mentre gli stanziamenti internazionali contro le mutilazioni genitali femminili hanno subito una riduzione del 45%. Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia, ha riassunto così la situazione: "Si è scelto di diminuire le risorse e indebolire i servizi, l'impegno politico è arretrato e le persone che partono da una posizione più fragile sono state le prime a perdere ciò che avevano conquistato. Bambine e ragazze in primis".
Il rapporto collega quindi il peggioramento non soltanto alla disponibilità economica, ma anche al venir meno della continuità politica. Quando prevenzione, scuola e assistenza sanitaria vengono ridimensionate, sono soprattutto bambine e ragazze a perdere tutele e opportunità costruite nel tempo.
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