9.000Lettori online ora
Cronaca 1 min di lettura30 set

Ding Yi a Venezia: l’astratto diventa un viaggio tra arte e natura

La mostra alla Fondazione Querini Stampalia presenta la ricerca dell’artista cinese in un percorso che unisce pittura, scultura, tecnica e paesaggio.

La ricerca di Ding Yi arriva nel cuore di Venezia con una mostra personale che mette in dialogo astrazione, gesto manuale e ambiente. L’artista e accademico di Shanghai espone alla Fondazione Querini Stampalia, dove il progetto coinvolge anche l’Area Scarpa e il Giardino Scarpa.

Cristiana Collu, direttrice della Fondazione, interpreta l’esposizione come un’occasione per interrogarsi sul significato assunto oggi dall’arte astratta. Al centro non c’è soltanto la tecnica, ma anche il legame con la mano: secondo Collu, è proprio questo rapporto a conservare nella produzione di Ding Yi una dimensione profondamente umana.


Un percorso tra segni e paesaggio

Il titolo della rassegna è Cosmotechnics e prende spunto dal pensiero del filosofo Yuk Hui. Le opere sono disposte in un ambiente che richiama una foresta meditativa, mentre il camminamento interno segue un andamento curvilineo ispirato ai giardini della tradizione cinese.

In questo allestimento le immagini sembrano comporre una sorta di linguaggio condiviso su scala planetaria. La pittura e le sculture, invece di essere osservate come elementi isolati, accompagnano il visitatore lungo un itinerario nel quale la dimensione artificiale dell’opera entra in relazione con la natura del complesso progettato da Carlo Scarpa.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La lunga evoluzione di Ding Yi

Per Ding Yi si tratta della seconda presenza a Venezia, ma della prima occasione in città con una mostra personale. L’esposizione ripercorre lo sviluppo della sua ricerca, iniziata con l’avvicinamento all’astrattismo nei primi anni Ottanta e proseguita attraverso trasformazioni e linguaggi differenti.

La direttrice sottolinea come questa evoluzione emerga nei dipinti, nelle opere tridimensionali e nei due lavori collocati nel Giardino Scarpa. La scelta di presentarli all’aperto accentua il confronto con il paesaggio: la produzione dell’artista sembra prendere le distanze dalla natura, ma proprio per questo finisce per misurarsi con essa in modo diretto.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere