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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Di Battista: a Cuba operato al cervello dopo il malore

L’ex esponente del Movimento 5 Stelle ha raccontato il ricovero e il ritorno mancato in Italia per l’aggravarsi delle condizioni

Alessandro Di Battista è stato operato al cervello a Cuba dopo il malore accusato sull’isola lo scorso settembre. L’ex esponente del Movimento 5 Stelle ha raccontato quei giorni in un’intervista al podcast Vox Investigazioni, condividendone un estratto sui social.

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Il pensiero rivolto ai figli

Durante il ricovero, Di Battista ha detto di essersi concentrato soprattutto sui figli. «Pensavo sempre ai miei figli, mi ripetevo che ce la dovevo fare per rivederli e questa cosa l’ho fatta», ha ricordato parlando delle ore trascorse in ospedale.

Il malore era arrivato mentre si trovava a Cuba per realizzare un reportage. Le sue condizioni si erano aggravate al punto da rendere necessario un intervento immediato, invece del trasferimento in Italia già programmato.


Il trasferimento annullato

Di Battista ha spiegato che avrebbe dovuto raggiungere Roma con un aereo sanitario per essere curato al Policlinico Gemelli. Arrivato sulla pista, però, i parametri clinici sono peggiorati e i medici hanno stabilito che non poteva affrontare il volo.

L’ex parlamentare ha collegato la propria sopravvivenza anche ai tempi dell’ambulanza. «Se quell’ambulanza fosse arrivata mezz’ora prima io sarei partito e, se mi fosse successo qualcosa in volo, per me non saremmo qui adesso», ha detto nel corso dell’intervista.

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L’intervento all’Avana

Dopo la decisione di bloccare la partenza, l’ambulanza lo ha riportato in ospedale. I medici hanno quindi rintracciato alcuni chirurghi che si trovavano in diverse zone dell’Avana e li hanno fatti arrivare nella struttura.

Il neurochirurgo cubano ha aperto il cranio per ridurre la pressione intracranica, che secondo il racconto aveva raggiunto livelli molto elevati. Durante l’operazione è stato individuato e rimosso il tumore.

Di Battista ha ricordato anche le difficoltà dell’ospedale, dove mancavano acqua ed elettricità, oltre ai problemi legati alla sterilizzazione degli strumenti. Dopo il rientro in Italia, i medici del Gemelli hanno definito l’intervento eseguito a Cuba particolarmente raffinato.

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