David Rossi, la perizia mette in dubbio il suicidio: cosa emerge
La simulazione del Ris di Roma ipotizza l’intervento di almeno due persone, mentre la magistratura ha sempre sostenuto la tesi del suicidio.
Una prima valutazione tecnica riapre gli interrogativi sulla morte di David Rossi, l’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena. L’ipotesi emersa dalla ricostruzione è che l’uomo possa essere stato aggredito e poi spinto dalla finestra del proprio ufficio.
Gli accertamenti sono stati svolti dai carabinieri del Ris di Roma dopo una simulazione disposta dalla commissione parlamentare d’inchiesta. Si tratta, al momento, di un risultato preliminare: la ricostruzione prospetta uno scenario diverso da quello finora sostenuto dagli inquirenti.
L’ipotesi di un’aggressione
Secondo la valutazione tecnica, nell’azione sarebbero state coinvolte almeno due persone. Gli aggressori, inoltre, avrebbero avuto una corporatura imponente, elemento ritenuto compatibile con la dinamica ipotizzata dagli specialisti.
La ricostruzione non si limita quindi a mettere in discussione il gesto volontario: indica anche una possibile sequenza dei fatti. Rossi sarebbe stato prima assalito e, in un secondo momento, fatto precipitare dalla finestra del suo ufficio.
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Una conclusione diversa dalla magistratura
La simulazione è stata realizzata nell’ambito dei lavori della commissione parlamentare d’inchiesta, che ha chiesto di esaminare nuovamente quanto accaduto quella sera. I rilievi del Ris costituiscono una prima analisi tecnica e dovranno essere valutati nel quadro complessivo dell’indagine.
La posizione della magistratura resta però differente. Per gli organi giudiziari, infatti, la morte di David Rossi è stata classificata come suicidio; la nuova valutazione introduce dunque un’ipotesi alternativa sulla dinamica della caduta.
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