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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

David Rossi, 13 anni dopo il caso resta aperto: suicidio o omicidio

La morte del responsabile della comunicazione di Mps, precipitato a Siena nel 2013, torna al centro del confronto tra gli atti giudiziari e il lavoro parlamentare.

A tredici anni dalla morte di David Rossi, la vicenda non appare ancora chiusa sul piano pubblico. Il corpo del responsabile della comunicazione di Mps fu trovato sotto la sede senese della banca: per la magistratura si trattò di suicidio, mentre oggi la Commissione parlamentare sta riesaminando gli elementi dell’inchiesta e l’ipotesi di un omicidio è tornata nel dibattito.


Due ricostruzioni ancora distanti

La versione giudiziaria finora affermatasi individua nel suicidio la spiegazione della morte di Rossi. Questa conclusione, tuttavia, viene messa a confronto con una lettura diversa degli atti investigativi, nella quale emergono interrogativi sulla dinamica dei fatti.

Il nodo centrale resta dunque l’interpretazione delle circostanze che portarono al ritrovamento del corpo sotto l’edificio di Mps. Le due ricostruzioni procedono su binari opposti e continuano a riflettersi nella documentazione raccolta durante le indagini.

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La Commissione riapre il confronto

Il lavoro della Commissione parlamentare ha riportato il caso al centro dell’attenzione istituzionale. L’organismo sta esaminando il materiale dell’inchiesta con l’obiettivo di verificare se la ricostruzione finora consolidata possa essere rimessa in discussione.

In questo nuovo passaggio, l’ombra dell’omicidio torna quindi a essere considerata accanto alla tesi del suicidio. Non si tratta di una conclusione già definita, ma del riemergere di una contrapposizione tra versioni diverse, entrambe legate alla lettura degli atti relativi alla morte di Rossi.

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