Csm, tutela alla gip milanese dopo le parole del premier
La domanda riguarda le parole del presidente del Consiglio sulla decisione di non convalidare il fermo di Youssef Siher.
Il Consiglio superiore della magistratura ha chiesto l’apertura di una pratica a tutela di Tiziana Landoni, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano. L’iniziativa nasce dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio sul provvedimento relativo a Youssef Siher.
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Il provvedimento contestato
La vicenda riguarda la decisione con cui Landoni non ha convalidato il fermo di Siher. Le parole pronunciate dal presidente del Consiglio in merito a quell’atto hanno spinto i consiglieri a chiedere l’intervento dell’organo di autogoverno della magistratura.
La richiesta è stata presentata dalla componente togata del Csm, con l’eccezione dei rappresentanti di Mi, e da tre membri laici. L’obiettivo indicato è esaminare la situazione a tutela della gip milanese.
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I consiglieri che hanno firmato
Tra i consiglieri togati non figurano Paola D’Ovidio, Eligio Paolini, Bernadette Nicotra, Maria Vittoria Marchianò, Luisa Mazzola ed Edoardo Cilenti, tutti appartenenti a Mi.
Hanno invece aderito i consiglieri laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli. La pratica riguarda quindi le reazioni istituzionali al caso e le dichiarazioni riferite alla decisione assunta dal giudice milanese.
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Csm, chiesta tutela per la gip Tiziana Landoni
Il documento contesta le parole sul provvedimento relativo a Youssef Siher e richiama l’indipendenza della magistratura.
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