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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Csm, chiesta tutela per la gip Tiziana Landoni

Il documento contesta le parole sul provvedimento relativo a Youssef Siher e richiama l’indipendenza della magistratura.

Il Consiglio superiore della magistratura ha chiesto l’apertura di una pratica a tutela di Tiziana Landoni, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano. L’iniziativa riguarda le dichiarazioni del presidente del Consiglio sulla decisione con cui la magistrata non ha convalidato il fermo di Youssef Siher.

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La richiesta depositata al Csm

Il documento è stato trasmesso al Comitato di presidenza di Palazzo Bachelet. A sottoscriverlo sono stati tutti i consiglieri togati, fatta eccezione per Paola D’Ovidio, Eligio Paolini, Bernadette Nicotra, Maria Vittoria Marchianò, Luisa Mazzola ed Edoardo Cilenti, appartenenti a Mi.

Alla richiesta hanno aderito anche i consiglieri laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli. Nel testo si sostiene che le dichiarazioni contestate avrebbero superato i limiti della critica a un provvedimento giudiziario, con possibili conseguenze sulla reputazione della gip e sul ruolo della giurisdizione.


Le motivazioni dei consiglieri

Secondo il documento, le decisioni dei giudici possono essere messe in discussione anche con toni severi, ma non dovrebbero essere presentate come un ostacolo alla sicurezza pubblica o come una svalutazione dell’attività delle forze dell’ordine. «Le decisioni giudiziarie possono essere criticate, anche severamente, ma non possono essere rappresentate come un ostacolo alla sicurezza dei cittadini o una mortificazione del lavoro delle Forze dell’ordine», si legge nella richiesta.

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I consiglieri definiscono inoltre particolarmente delicato il fatto che simili valutazioni siano state espresse dalla più alta autorità di Governo. Nel loro giudizio, il rischio è che decisioni non condivise diventino terreno di contrapposizione politica.


Il richiamo all’autonomia giudiziaria

La pratica a tutela viene presentata come uno strumento per riaffermare le prerogative del Csm nella difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Il documento esclude che la sicurezza collettiva e il rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione debbano essere considerati valori incompatibili.

La vicenda nasce dal provvedimento della gip Landoni sul fermo di Youssef Siher e dalle successive dichiarazioni del presidente del Consiglio. La richiesta sarà ora esaminata dagli organi competenti del Consiglio superiore della magistratura.

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