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Cronaca 2 min di lettura30 set

Cpia, la nuova sfida dell’italiano: 185mila corsisti e più fondi

Il governo punta sui Centri provinciali per l’istruzione degli adulti per sostenere lingua, competenze e partecipazione sociale delle famiglie straniere

La rete dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti si prepara a essere ulteriormente potenziata, mentre cresce il numero degli stranieri che frequentano corsi di alfabetizzazione e lingua italiana. Nell’anno scolastico 2025/2026 sono stati quasi 185mila, all’interno di un sistema che conta complessivamente 337mila iscritti.


Una rete sostenuta da nuove risorse

Negli ultimi anni sono stati indirizzati finanziamenti specifici ai Cpia, con l’obiettivo di ampliare laboratori, contrastare l’abbandono degli studi e rafforzare le competenze necessarie alla vita quotidiana e professionale.

Tra gli stanziamenti figurano oltre 11 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza per i laboratori Scuola 4.0 e altri 40 milioni, sempre nell’ambito del Pnrr, destinati alle iniziative contro la dispersione scolastica. A queste somme si aggiungono quasi 29 milioni del Fondo asilo, migrazione e integrazione per la formazione civica e linguistica.


Lingua italiana, il ruolo delle famiglie

Un ulteriore investimento da 20 milioni di euro, previsto dal Programma nazionale 2021-2027, servirà a sviluppare abilità linguistiche, digitali e di cittadinanza. Il decreto ministeriale firmato a febbraio ha preparato il quadro per le misure inserite nel decreto Scuola approvato di recente.

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Il provvedimento guarda anche ai genitori dei ragazzi di origine straniera che incontrano maggiori difficoltà nello studio e nell’apprendimento dell’italiano. L’obiettivo è coinvolgere le famiglie nel percorso educativo dei figli, così da renderle una componente più attiva nella loro crescita.


Valditara: «La lingua è integrazione»

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sottolineato che la conoscenza dell’italiano rappresenta uno degli strumenti principali per favorire l’inclusione. «L’integrazione passa anche, e soprattutto, dalla conoscenza della lingua italiana», ha affermato, richiamando i dati sui partecipanti ai corsi.

Secondo Valditara, terminare gli studi e acquisire nuove capacità amplia le possibilità di accesso alla vita sociale e al lavoro. «È questa l’integrazione concreta sulla quale vogliamo continuare a investire», ha concluso, ribadendo la volontà di rafforzare ulteriormente la rete dei Centri per l’istruzione degli adulti.

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