Colosseo, domani la riapertura: sette indagati per la morte di Moretti
Alessandro Giuli ha incontrato il personale dopo l’incidente mortale e ha annunciato il ritorno alle visite, mentre la Procura esamina le responsabilità
La riapertura del Colosseo è prevista per domani, pochi giorni dopo la morte di Andrea Moretti, operaio specializzato di 22 anni coinvolto in un incidente durante i lavori nel sito archeologico. Nel frattempo, l’inchiesta della Procura di Roma conta sette persone iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo.
Il ministro incontra i lavoratori
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha raggiunto oggi alle 16 il personale del Parco Archeologico del Colosseo. L’incontro è servito a confrontarsi con i lavoratori prima della riapertura e a verificare le condizioni necessarie per tornare ad accogliere il pubblico.
All’uscita, Giuli ha spiegato che il confronto aveva soprattutto l’obiettivo di condividere il momento con chi opera nel Parco e di rafforzare la coesione interna. Il ministro ha quindi confermato: “Domani il Colosseo riaprirà”.
Sicurezza e tutela al centro
La ripresa delle attività non chiude il capitolo legato alle condizioni di lavoro. Le questioni sulla sicurezza e sulla tutela dei dipendenti saranno affrontate con le rappresentanze sindacali, in incontri dedicati e nelle sedi ritenute appropriate.
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“Guardarsi, parlarsi, ascoltarsi come un corpo coeso e andare avanti”, ha detto Giuli descrivendo il senso della riunione. Il ministro ha anche richiamato la necessità di attendere l’azione della magistratura sulla morte di Andrea Moretti, separando il percorso giudiziario dalle decisioni organizzative sulla riapertura.
L’indagine cerca le responsabilità
La Procura di Roma sta ricostruendo quanto accaduto nel cantiere allestito in vista del conferimento dell’incarico per l’autopsia, fissato per lunedì. Gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica dell’incidente e stabilire se vi siano state carenze nelle misure di prevenzione o eventuali errori umani.
Tra le persone ascoltate dagli investigatori figurano anche alcuni lavoratori presenti al momento dei fatti. Fra loro c’è il cognato della vittima, mentre l’iscrizione dei sette indagati consente di svolgere gli accertamenti necessari senza anticipare le conclusioni sull’inchiesta.
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