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Cronaca 1 min di lettura20 ore fa

Cina, il banco di scuola conquista i liceali italiani

Quasi uno studente su due sogna un’esperienza scolastica in Cina, mentre le storie di Samuele, Vittoria ed Emma raccontano la quotidianità vissuta lontano da casa.

Per i liceali italiani la Cina è diventata una delle destinazioni più desiderate per trascorrere un anno di studio all’estero. L’ultima ricerca Ipsos Doxa commissionata da Intercultura indica che quasi uno studente su due prenderebbe in considerazione Pechino o Shanghai: nel 2017 la quota si fermava al 29%.

A dare concretezza a questo interesse sono le esperienze di Samuele, Vittoria ed Emma, tre ragazzi italiani che hanno frequentato la scuola in diverse città cinesi. Le loro giornate mostrano ritmi intensi e un’immersione quotidiana nella lingua e nella cultura del Paese.


La scuola cinese impone ritmi intensi

A Nanchino Samuele iniziava le lezioni alle 7.20 e lasciava l’istituto soltanto alle 17.30. Anche Vittoria, che viveva in una località nei pressi di Pechino, trascorreva circa nove ore ogni giorno tra i banchi.

Le loro routine restituiscono l’impegno richiesto da un’esperienza scolastica in Cina. Non si tratta soltanto di cambiare aula o città, ma di adattarsi a un’organizzazione delle giornate molto diversa da quella conosciuta in Italia.

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L’immersione accelera il cinese

Emma si trovava a Qingyuan, a circa un’ora da Canton, e all’inizio si domandava quanto tempo avrebbe impiegato per imparare la lingua. La risposta, però, è arrivata dalla vita di tutti i giorni, come ha spiegato: «Quando lo parli tutti i giorni, ovunque vai, dovresti impegnarti per non impararlo».

Per lei il cinese è diventato così una presenza costante, legata alle lezioni ma anche alle situazioni ordinarie. L’esperienza dei tre studenti aiuta a capire perché la Cina abbia guadagnato interesse tra i giovani che valutano un periodo di scuola all’estero.

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