Chat Atm e foto alle passeggere: il caso va verso l’archiviazione
La Procura di Milano non ha trovato intrusioni nei sistemi di sicurezza: le immagini sarebbero state riprese dagli schermi interni dei mezzi.
L’inchiesta sulla chat con commenti sessisti e immagini di passeggere riprese dalle telecamere degli autobus milanesi potrebbe chiudersi senza un processo. La Procura di Milano ha infatti domandato l’archiviazione del fascicolo per accesso abusivo a sistema informatico.
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Nessuna violazione delle telecamere
Gli accertamenti non hanno rilevato ingressi illeciti nelle piattaforme di sicurezza di Atm, l’azienda del trasporto pubblico milanese. Le fotografie finite nella conversazione non sarebbero state ottenute attraverso un attacco informatico, ma tramite riprese effettuate direttamente sui monitor che mostravano i filmati delle videocamere.
Per i pm, questa ricostruzione non offre elementi sufficienti per sostenere accuse penali in giudizio. La richiesta di archiviazione dovrà ora essere valutata dal giudice competente, mentre il procedimento resta legato alla contestazione iniziale di accesso abusivo ai sistemi informatici.
Come è nata l’indagine interna
Il caso era emerso dopo che una passeggera aveva fotografato un dipendente Atm mentre consultava la chat denominata “Ticinese staff”. All’interno del gruppo circolavano osservazioni sessiste e immagini di donne riprese a bordo dei mezzi pubblici.
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A metà giugno il lavoratore era stato iscritto nel registro degli indagati. La Polizia locale, sotto il coordinamento dei pm Grazia Colacicco e Carlo Enea Parodi e del procuratore aggiunto Paolo Ielo, aveva inoltre perquisito e sequestrato telefoni e altri dispositivi appartenenti a quattro colleghi.
La denuncia e i provvedimenti Atm
L’inchiesta era partita da un esposto presentato dalla stessa Atm, intervenuta per chiarire l’origine delle immagini e il funzionamento della chat. L’azienda aveva sospeso i dipendenti coinvolti, disponendo anche la sospensione dello stipendio.
Con la richiesta avanzata dalla Procura, il procedimento si avvia verso una possibile conclusione sul piano penale. Restano distinti gli eventuali profili disciplinari interni adottati dall’azienda nei confronti dei lavoratori interessati.
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