Fiorello, il grazie a Conti e l’appello ai giovani: «Provateci»
Durante La Pennicanza, lo showman ha parlato del riconoscimento ricevuto da Carlo Conti, delle proteste e della necessità di reagire senza attendere l’aiuto delle istituzioni.
Carlo Conti ha rivolto parole di apprezzamento a Fiorello durante Tale e Quale Show, e il conduttore ha voluto rispondere pubblicamente. «Non è scontato. Solo i grandi possono gioire di un successo di un collega, non pensiate che nel nostro ambiente sia sempre così», ha osservato, ringraziandolo per il gesto e sottolineando quanto sia raro, nel mondo dello spettacolo, riconoscere con sincerità i risultati altrui.
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Il riconoscimento di Carlo Conti
Il commento è arrivato nel corso della quarta puntata de La Pennicanza, trasmissione che Fiorello conduce su Radio2 insieme a Biggio. Nella stessa occasione è stato ricordato che Stefano Meloccaro interpreterà proprio Fiorello nella prossima puntata di Tale e Quale Show.
Il conduttore ha accolto con gratitudine il tributo e il giudizio espresso da Conti, collegandolo a un principio che considera tutt’altro che scontato: la capacità di essere felici per il successo di un collega senza viverlo come una minaccia.
L’appello rivolto ai giovani
Al centro di un altro passaggio della puntata c’è stato invece l’invito ai ragazzi a non affidare ogni speranza alle decisioni della politica. Fiorello ha sostenuto che l’impegno personale e la determinazione possono fare la differenza, soprattutto per chi parte da condizioni difficili.
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«Se ce l'ha fatta uno come me ce la potete fare tutti, credeteci», ha detto sorridendo. Il ragionamento è nato anche dal dibattito su Marracash e sulle critiche rivolte a chi, dopo aver raggiunto il successo, interviene su temi sociali: secondo Fiorello, il fatto di essere ricchi non dovrebbe cancellare il valore del percorso compiuto.
Proteste, ironia e piccioni
La puntata ha toccato anche il tema delle manifestazioni e delle reazioni agli episodi di violenza. Fiorello ha ironizzato sulla contrapposizione tra chi chiede una condanna netta e chi invita a comprendere le ragioni dei responsabili, richiamando con sarcasmo l’immagine di un dodicenne che partecipa dopo aver visto i filmati su TikTok.
Nella sua versione parodistica dell’intervento dell’esercito, ha immaginato soldati privi di armi e dotati soltanto di cipolle e coltelli: davanti ai manifestanti, il pianto sarebbe provocato dal taglio delle cipolle. In chiusura è arrivata anche una battuta sul sistema contro il guano dei piccioni, presentato con un costo di 18mila euro e trasformato da Fiorello in una surreale scorta di Imodium per volatili. La finta campagna è stata ribattezzata «La Piccionanza».
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