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Cronaca 2 min di letturaieri

Cesena, a 15 anni il volto sfregiato: «La mia vita è cambiata

Il giovane racconta l’aggressione subita nel cortile di una scuola e le conseguenze fisiche e psicologiche che ancora lo accompagnano

A distanza di mesi, il ragazzo non è ancora riuscito a tornare alla vita di prima: ha lasciato la scuola, convive con una cicatrice sul volto e racconta di aver perso fiducia negli altri. La sua storia è stata ricostruita durante una puntata di "Fuori dal Coro", dove è intervenuta anche la madre.


La ferita e la paura dopo l’attacco

L’aggressione è avvenuta nell’aprile del 2025, nel cortile dell’istituto agrario di Cesena. Secondo il racconto del giovane, un gruppo composto da circa otto ragazzi minorenni di seconda generazione gli si sarebbe avvicinato con il volto coperto; tra gli oggetti impugnati ci sarebbero stati coltelli a scatto e tirapugni.

Per tutelarne la riservatezza, la trasmissione condotta da Mario Giordano lo ha presentato con il nome di Matteo. Il 15enne ha spiegato di aver cercato di proteggersi dal fendente, riportando tagli alle dita e una lesione profonda al viso: «Mi hanno dato un colpo di machete sul volto, la lama era di 40 centimetri». Solo in un secondo momento si sarebbe accorto della gravità delle ferite.


Una famiglia attende ancora risposte

Il giovane ha raccontato di provare rabbia quando osserva la cicatrice e di non sentirsi più al sicuro. Dopo l’episodio ha cambiato istituto e, parlando dei responsabili, ha riferito di essere rimasto deluso dal fatto che nessuno gli abbia chiesto scusa.

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La madre, ospite in studio, ha descritto un quadro segnato da conseguenze sia fisiche sia psicologiche. «Mio figlio sta cercando di andare avanti anche se non è più il ragazzo di prima», ha detto, sottolineando la paura e la difficoltà a fidarsi nuovamente delle persone.

Gli otto imputati, secondo quanto riferito nel corso della trasmissione, aspettano il processo a piede libero. La famiglia del ragazzo sostiene inoltre di non aver ricevuto comunicazioni né scuse da parte dei genitori degli altri giovani coinvolti.

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