13.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Catanzaro, nove gare sanitarie nel mirino: 37 rischiano il processo

La Procura contesta un presunto sistema per indirizzare appalti pubblici e gestione della sanità calabrese: udienza preliminare fissata il 21 dicembre.

Nove procedure per oltre 33 milioni di euro sono al centro dell’inchiesta della Procura di Catanzaro sul presunto condizionamento degli appalti e di alcuni meccanismi della sanità calabrese. I magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio per 35 persone e due società; la decisione sarà esaminata dal giudice dell’udienza preliminare il 21 dicembre.


Nove gare e accuse pesanti

Le procedure sotto esame erano state pubblicate dalla Stazione unica appaltante della Regione Calabria, dall’Università Magna Graecia e dalle strutture ospedaliere di Catanzaro. Secondo gli investigatori, il valore complessivo delle gare supera i 33 milioni di euro.

Nel fascicolo compaiono, a seconda delle posizioni, ipotesi di corruzione, concussione, turbativa della scelta del contraente e turbata libertà degli incanti. Sono inoltre contestati la truffa aggravata ai danni dello Stato, il falso ideologico, l’accesso abusivo a sistemi informatici e l’emissione di fatture relative a operazioni inesistenti.


Il presunto meccanismo degli appalti

La ricostruzione accusatoria attribuisce ad alcuni funzionari pubblici accordi con esponenti di imprese attive nella fornitura di beni e servizi sanitari. L’obiettivo, secondo la Procura, sarebbe stato influenzare l’esito delle gare predisponendo bandi e capitolati costruiti per favorire aziende già individuate.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

L’indagine non riguarda soltanto gli appalti. Gli inquirenti hanno esaminato anche presunte anomalie in alcuni concorsi pubblici e nella distribuzione delle risorse destinate agli incentivi per le funzioni tecniche. A un medico e docente universitario viene inoltre contestata la possibile percezione indebita dell’indennità di esclusività.


Misure cautelari e parti offese

Durante l’attività investigativa erano state applicate misure cautelari personali a 15 persone. In parallelo, era stato disposto con urgenza un sequestro preventivo per una somma vicina ai 530 mila euro.

Nel procedimento risultano danneggiati lo Stato, l’Azienda ospedaliera autonoma Mater Domini, l’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e l’Università Magna Graecia. La richiesta della Procura dovrà ora essere valutata nell’udienza preliminare fissata a Catanzaro.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere