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Cronaca 3 min di lettura15 ott

Caso Spada, il dolore del figlio: «Ha fatto troppo male

A Forlì è iniziato il processo all’ex autista della Croce Rossa accusato della morte di Deana Mambelli e sospettato di altri cinque casi.

«Spada ha fatto troppo male. Non ho nulla da dirgli». Vittorio Mambelli ha parlato così al termine della prima udienza del processo per la morte della madre Deana, 85 anni, deceduta durante un trasferimento in ambulanza. L’uomo ha raccontato di non aver dormito per la tensione e di aver provato una forte emozione quando ha visto per la prima volta l’imputato dal vivo.

Il procedimento si è aperto davanti alla Corte d’Assise di Forlì, con Luca Spada, 28 anni, accusato dell’omicidio della donna e indicato dagli investigatori come possibile responsabile di altri cinque decessi. L’ex autista della Croce Rossa di Meldola, detenuto da aprile, respinge ogni addebito.

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Il dolore della famiglia in aula

I quattro figli di Deana Mambelli si sono costituiti parte civile e hanno assistito all’udienza. Tra loro e Spada non ci sarebbe stato alcun contatto visivo: l’imputato, arrivato poco dopo le 9 scortato dai militari e dalla polizia penitenziaria, ha chiesto di non essere ripreso e ha mantenuto lo sguardo rivolto verso il basso.

Vittorio Mambelli ha detto di avere piena fiducia nella giustizia, ma si è definito triste all’idea che possano esserci altre vittime. L’avvocato Max Starni, che tutela i familiari insieme a Massimo Mambelli, ha descritto l’angoscia dei suoi assistiti e ha sottolineato che il processo riguarda formalmente un solo episodio, mentre l’inchiesta ne comprende altri cinque.


L’accusa ipotizza una serie di delitti

Secondo la ricostruzione della Procura di Forlì, Deana Mambelli sarebbe morta il 25 novembre 2025 dopo un’iniezione d’aria praticata attraverso un catetere. L’insufflazione avrebbe provocato un’embolia gassosa, indicata come causa del decesso da una consulenza medico-legale.

Il trasferimento era partito dall’ospedale di Forlì ed era diretto a una clinica privata, dove l’85enne avrebbe dovuto seguire la riabilitazione dopo un intervento. Il procuratore capo Enrico Cieri e il pubblico ministero Andrea Marchini, coordinatori dell’indagine condotta dai carabinieri del Nas, ritengono che anche altri cinque pazienti anziani possano essere stati uccisi con modalità analoghe durante trasporti effettuati da Spada.

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Starni, prima dell’udienza, ha parlato di una possibile «serialità di omicidi» e ha anticipato che la difesa potrebbe sollevare questioni sulle intercettazioni e sull’autopsia. Per il caso Mambelli, l’accusa contesta anche l’aggravante della premeditazione, oltre all’uso di un mezzo insidioso, all’approfittamento delle condizioni di debolezza della vittima e alla violazione dei doveri legati al servizio pubblico.


Ammesse tre parti civili

La Corte d’Assise, presieduta dal giudice Massimo Di Patria, ha accolto dopo una breve camera di consiglio la richiesta della Croce Rossa Italiana di partecipare al processo come parte civile. L’istanza era stata motivata anche dal calo dei trasporti privati registrato dopo l’emersione del caso: quasi 90 servizi in meno, secondo la legale Manuela Luccheri.

Sono state ammesse inoltre la Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, per la quale Spada aveva lavorato, e la Croce Rossa Nazionale. La difesa, affidata agli avvocati Marco Martines e Gloria Parigi, si era opposta alle richieste.


Un’udienza con molti testimoni

Nel corso del dibattimento è prevista l’audizione di circa un centinaio di testimoni. Agli atti dell’inchiesta figurano anche migliaia di intercettazioni, sulle quali il collegio difensivo potrebbe presentare rilievi già nelle fasi preliminari.

La piccola aula forlivese era gremita di giornalisti, operatori televisivi e curiosi. L’accusa dovrà ora dimostrare il legame tra la morte di Mambelli e le altre vicende esaminate dagli investigatori; Spada, invece, continua a dichiararsi innocente.

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