Caso Salis, la condanna salta: si torna davanti al Tribunale
La Corte d’Appello di Milano ha annullato il provvedimento di primo grado per un vizio nella procedura e disposto un nuovo esame della controversia
La vicenda giudiziaria che coinvolge Ilaria Salis dovrà essere esaminata nuovamente dal Tribunale. La Corte d’Appello di Milano, sezione Lavoro, ha infatti dichiarato nullo il provvedimento con cui la parlamentare europea di Avs era stata condannata a versare oltre 300mila euro per somme legate ai compensi mensili di due ex assistenti.
La decisione è arrivata dopo il ricorso presentato dai legali di Salis. Il procedimento ripartirà ora dal primo grado, con il coinvolgimento delle parti secondo le regole previste.
Il primo verdetto viene cancellato
Alla base della pronuncia d’appello c’è un difetto nell’instaurazione del contraddittorio. Secondo i giudici milanesi, questo vizio procedurale rende nullo l’atto emesso in precedenza e, di conseguenza, fa venir meno la condanna disposta dal Tribunale.
Il provvedimento della Corte d’Appello è stato trasmesso alle parti poco prima della diffusione della notizia. L’annullamento non chiude quindi la controversia, ma impone che la causa venga nuovamente affrontata davanti al giudice di primo grado.
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La disputa con gli ex assistenti
La causa riguarda Valentina Dadda e François Gelmetti, due persone che avevano lavorato come assistenti di Salis. I due sostengono di essere stati licenziati senza una giustificazione valida e avevano chiesto il riconoscimento delle somme ritenute dovute.
Il precedente verdetto aveva imposto alla parlamentare il pagamento di un importo superiore a 300mila euro, riferito ai compensi mensili. Dopo l’intervento della Corte d’Appello, spetterà ora al Tribunale riesaminare il caso e pronunciarsi nuovamente sulla controversia.
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