Caso Regeni, la sentenza cambia tutto: la richiesta della famiglia al governo
Tre agenti egiziani sono stati condannati e un quarto assolto: per i familiari di Giulio il verdetto rappresenta comunque un passo decisivo verso verità e giustizia.
Per la famiglia Regeni il verdetto della Corte d’Assise di Roma segna una svolta, anche se nessuno degli imputati è stato condannato per l’omicidio di Giulio. Dopo quasi dieci anni di attesa, la condanna di tre 007 egiziani e l’assoluzione di un quarto imputato confermano, secondo i familiari, che la strada giudiziaria intrapresa non è stata vana.
Una vittoria senza la condanna per omicidio
Claudio Regeni, la moglie e la figlia Irene hanno seguito la lettura della sentenza senza mostrare emozioni. In un momento particolarmente intenso, Irene ha stretto a sé il padre, mentre nell’aula e nei corridoi della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio molte persone indossavano la maglietta gialla diventata il simbolo della mobilitazione per Giulio.
La legale della famiglia, Alessandra Ballerini, ha sottolineato che solo pochi avrebbero immaginato di arrivare prima al processo e poi a una decisione dei giudici. Per i genitori, la fiducia riposta nella giustizia ha trovato una conferma, anche se sarà necessario attendere la lettura delle motivazioni per comprendere fino in fondo il contenuto del verdetto.
L’appello al governo italiano
Dopo la sentenza, Ballerini ha chiesto all’esecutivo di assumere una posizione conseguente: riconoscere il danno subito, procedere con la richiesta di risarcimento già avanzata dall’Avvocatura dello Stato e interrompere i rapporti con l’Egitto. Secondo la legale, non può essere considerato sicuro un Paese accusato di torturare e uccidere persino cittadini di Stati formalmente amici.
La famiglia ha definito la decisione un risultato collettivo, frutto anche del lavoro svolto dalla Procura e dagli investigatori. Ballerini ha espresso riconoscenza per il loro impegno e ha attribuito a Giulio un ruolo simbolico nel percorso che ha portato all’udienza conclusiva.
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Il significato oltre il caso Regeni
Nel messaggio diffuso attraverso la loro avvocata, i genitori hanno sostenuto che il pronunciamento possa rafforzare la tutela di tutte le persone esposte agli abusi dei regimi e degli apparati statali. La loro valutazione è che, da oggi, chi viola la dignità e l’integrità fisica degli individui debba confrontarsi con la possibilità di essere chiamato a rispondere davanti alla giustizia.
I familiari hanno inoltre richiamato le parole pronunciate da Sergio Mattarella per il decimo anniversario della morte di Giulio. Il Presidente della Repubblica aveva indicato verità e giustizia come principi non negoziabili, non soltanto nell’interesse dei Regeni, ma anche a difesa dei valori su cui poggia l’ordinamento costituzionale italiano.
Le prove hanno superato il vaglio
Per la famiglia, il punto centrale della giornata non riguarda soltanto il numero delle condanne. L’impianto accusatorio costruito dalla Procura, hanno osservato i Regeni, è stato ritenuto sufficientemente solido dalla Corte, nonostante l’assenza degli imputati e le difficoltà incontrate durante l’inchiesta.
La sentenza è stata quindi interpretata come un presidio per tutte le vittime di violazioni commesse da apparati pubblici. «Questa è già una vittoria», aveva detto Ballerini prima dell’ingresso in aula; dopo la decisione, il concetto è stato ribadito dai genitori, che hanno visto nel processo una risposta alla lunga opposizione del Cairo a ogni forma di collaborazione.
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