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Cronaca 1 min di lettura28 set

Caso Regeni, la paura di Nessy Guerra: «Temevo ritorsioni

La giovane sanremese, condannata in Egitto per adulterio, vive da tre mesi sotto restrizioni e attende nuovi sviluppi giudiziari

Il timore di una reazione contro di lei ha pesato sulle aspettative di Nessy Guerra dopo la conclusione del processo legato alla morte di Giulio Regeni. La 27enne di Sanremo, condannata in Egitto a sei mesi di carcere per adulterio, continua a vivere nella propria abitazione senza poter uscire da circa tre mesi.


La paura di una pena più severa

Guerra ha spiegato di aver guardato con preoccupazione all’ipotesi di una decisione molto più pesante. «Temevamo che una sentenza molto dura, per esempio una condanna all’ergastolo, si potesse ritorcere contro di me», ha raccontato riferendosi alle possibili conseguenze di una pena severa.

La giovane si trova in Egitto insieme alla figlia di tre anni. La condanna per adulterio ha aggravato una situazione già segnata dalle limitazioni alla sua libertà e dall’incertezza sull’evoluzione del procedimento che la riguarda.

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Tre mesi senza poter uscire

Il vincolo più immediato per Guerra resta la permanenza forzata in casa. «Ora resto in attesa che continui il mio processo, braccata in casa, senza poter uscire ormai da tre mesi», ha detto descrivendo la condizione in cui si trova.

La 27enne dovrà quindi attendere la prosecuzione del procedimento mentre resta sottoposta alle restrizioni attuali. Nel frattempo, la sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise di Roma al termine del processo sul caso Regeni rappresenta uno degli elementi al centro delle sue valutazioni e delle sue preoccupazioni.

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