Pietracatella, il dubbio della zia: «Non fu un incidente
A nove mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, Giovanna continua a indicare l’ipotesi dell’omicidio e difende Gianni, marito e padre delle vittime.
Giovanna, cognata di Antonella Di Ielsi e zia di Sara Di Vita, non considera plausibile l’idea di un’intossicazione accidentale. «Per me non è possibile che sia stato un incidente», ha affermato, mentre a Pietracatella le indagini cercano ancora di chiarire chi abbia provocato l’avvelenamento da ricina che ha portato alla morte delle due donne.
Sono trascorsi nove mesi da quei fatti, avvenuti pochi giorni prima di Natale. Gli investigatori non hanno ancora attribuito un’identità al responsabile, ma la famiglia continua ad attendere gli sviluppi dell’inchiesta.
La famiglia attende la svolta
Secondo Giovanna, Antonella e Sara sarebbero state avvelenate deliberatamente. La donna ha spiegato che i parenti ripongono fiducia nel lavoro degli inquirenti e che, in questa fase, preferiscono attendere l’esito degli accertamenti.
La sua posizione resta netta anche sul seguito dell’indagine: «Noi attendiamo, abbiamo fiducia negli inquirenti». Le verifiche sul caso di Pietracatella proseguono dunque a distanza di mesi dalla morte della madre e della figlia.
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Nessun sospetto su Gianni
Giovanna ha inoltre escluso di nutrire dubbi nei confronti di Gianni, il marito di Antonella. Alla domanda sulla fiducia riposta in lui, ha risposto senza esitazioni: «Certo, assolutamente».
Nei giorni scorsi Gianni ha seguito le perquisizioni e si è recato più volte spontaneamente in questura. Agli investigatori ha inoltre consegnato due computer e un hard disk, elementi acquisiti nell’ambito degli accertamenti ancora in corso.
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