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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Caso Montecarlo, chiesta la prescrizione: ora decide la Corte

Il procuratore generale Roberto Felici ha ritenuto condivisibile la condanna di primo grado, ma ha rilevato che i reati contestati sono ormai prescritti

La vicenda giudiziaria legata all’appartamento di Montecarlo potrebbe concludersi senza una decisione nel merito in appello. Il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma ha infatti chiesto di dichiarare il non doversi procedere per prescrizione nei confronti di Gianfranco Fini, Elisabetta Tulliani, Giancarlo Tulliani e Sergio Tulliani.


La richiesta della Procura generale

L’accusa riguarda il riciclaggio contestato ai quattro imputati nell’ambito dell’inchiesta sulla compravendita dell’immobile. La richiesta è stata formulata dal procuratore generale Roberto Felici, secondo il quale la decisione assunta in primo grado risulta fondata, mentre non sarebbero condivisibili le obiezioni sollevate dalle difese nei rispettivi atti d’appello.

Nel corso della requisitoria, Felici ha sostenuto: «La sentenza di primo grado è condivisibile», aggiungendo però che occorre «prendere atto dell’intervenuta prescrizione per i reati contestati». La pronuncia della Corte d’Appello è attesa a febbraio.


Le condanne già stabilite

Il procedimento era arrivato a una prima conclusione nell’aprile del 2024. In quella sede, Gianfranco Fini, ex presidente della Camera, era stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione.

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Per Elisabetta Tulliani e per suo padre Sergio era stata stabilita una pena di 5 anni, mentre Giancarlo Tulliani aveva ricevuto una condanna a 6 anni. La richiesta di prescrizione avanzata in appello non coincide quindi con una contestazione della ricostruzione contenuta nella sentenza, che il procuratore generale ha giudicato sostanzialmente condivisibile.


La linea dei difensori di Fini

Gli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno, che assistono Fini, hanno chiesto anzitutto l’assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste». Solo in subordine, la difesa ha sollecitato il riconoscimento della prescrizione.

Spetterà ora ai giudici dell’appello stabilire quale esito dare al procedimento. La decisione dovrà chiarire se accogliere la richiesta dell’accusa e dichiarare estinti per prescrizione i reati contestati oppure pronunciarsi sulle richieste assolutorie avanzate dalle difese.

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