Caso Michele Merlo, per il Tribunale niente indennizzo ai genitori
Il giudice civile di Vicenza ha escluso il legame tra il ritardo diagnostico e la morte del cantante: pesa anche la nuova lettura dei periti, mentre la famiglia valuta il ricorso.
Per la famiglia di Michele Merlo non arriverà alcun risarcimento. Il Tribunale civile di Vicenza ha respinto la domanda presentata dai genitori del cantante, morto nel 2021 a 28 anni per una leucemia fulminante, chiudendo il giudizio di primo grado con una decisione netta.
Secondo il giudice, infatti, la morte di Merlo non può essere collegata in modo causale al ritardo nella diagnosi corretta. Nella motivazione viene anche indicato che quell’eventuale ritardo avrebbe inciso solo in misura contenuta sull’andamento clinico della malattia.
La decisione del giudice civile
La richiesta era stata avanzata nell’ambito della causa civile aperta dai familiari e, tramite il loro legale Marco Dal Ben, erano stati chiamati in causa il medico di famiglia, l’Ulss 7 Pedemontana e le compagnie assicurative. Il tribunale ha però escluso che ci siano gli estremi per riconoscere un danno risarcibile.
La pronuncia arriva dopo un passaggio giudiziario già sfavorevole alla famiglia anche sul fronte penale, dove si era andati verso l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte del giovane artista. La linea seguita oggi dai giudici civili, quindi, si inserisce in un quadro già segnato da una prima chiusura del caso.
L’offerta respinta e il nodo delle perizie
Prima dell’avvio della causa, l’azienda sanitaria aveva formulato una proposta transattiva, ma i genitori l’avevano rifiutata. Avevano spiegato di non volere accettare alcuna somma e di cercare soltanto giustizia per quanto accaduto.
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Al centro del fascicolo c’è stata soprattutto la consulenza medico-legale disposta dal Tribunale di Vicenza, affidata a Stefania Caparello. La relazione ha ridimensionato le ipotesi più favorevoli alla famiglia e ha indicato una possibilità di sopravvivenza inferiore rispetto a quella ipotizzata in precedenza nel processo penale.
In quella fase, una perizia dell’inchiesta aveva stimato tra il 79% e l’86% le chance di sopravvivere con una diagnosi tempestiva. In seguito, però, quelle percentuali sono state riviste al ribasso, rafforzando la posizione del medico, che ha sempre sostenuto di aver agito correttamente e di aver trovato sintomi difficili da interpretare al momento della visita.
La possibile mossa dei familiari
Resta ora da capire se i genitori di Michele Merlo decideranno di andare avanti con un’impugnazione. Al momento stanno valutando l’eventualità di un ricorso contro la sentenza del Tribunale civile di Vicenza.
Merlo, diventato noto al grande pubblico grazie ad Amici, aveva costruito anche un percorso parallelo da scrittore. La sua morte, avvenuta nel 2021, aveva aperto una vicenda giudiziaria complessa che oggi trova un nuovo punto fermo nella decisione dei giudici civili.
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