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Cronaca 2 min di lettura40 min fa

Trento, il piano del 17enne radicalizzato: armi e manuali sequestrati

Il ragazzo è accusato di detenere materiale legato al terrorismo: nelle conversazioni sarebbero comparsi riferimenti a violenze contro categorie specifiche.

Un 17enne residente nel Trentino è stato arrestato dopo che gli investigatori hanno individuato materiale propagandistico, armi e documenti riconducibili all’estremismo suprematista. Dalle conversazioni esaminate sarebbero emersi propositi considerati concreti e ravvicinati di passaggio alla violenza.


Il rischio di un’azione imminente

Secondo gli investigatori, il giovane avrebbe espresso intenzioni ostili verso ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e rappresentanti politici. Nei messaggi sarebbero comparsi anche riferimenti all’impiego di armi realizzate artigianalmente e a possibili atti violenti.

«Sono emersi seri propositi di immediato passaggio all’azione», hanno spiegato gli investigatori. L’arresto è stato eseguito dalla Digos di Verona, con il coordinamento della Direzione centrale della Polizia di prevenzione e l’appoggio della Digos di Trento, sulla base di un provvedimento della Procura di Venezia.


In casa armi e simboli neonazisti

La perquisizione nell’abitazione ha portato al sequestro di vessilli neonazisti e suprematisti, oltre a katane, machete, coltelli di diverse dimensioni e balestre. Sono state trovate anche pistole e fucili ad aria compressa destinati al gioco, insieme a fogli manoscritti con disegni e simboli legati a quell’ideologia.

Gli accertamenti sui dispositivi elettronici avrebbero inoltre fatto emergere manuali sulla costruzione di ordigni artigianali, indicazioni su sostanze chimiche aggressive, istruzioni per attentati con veicoli pesanti e documenti dedicati alle armi da fuoco. Tra i file figuravano anche elenchi di veleni e materiale relativo al pedinamento, all’aggressione e all’eliminazione di persone indicate come obiettivi.

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La propaganda nei canali estremisti

L’indagine era partita nell’autunno del 2025, durante il monitoraggio degli ambienti digitali suprematisti. Il 17enne, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe mostrato una radicalizzazione marcata, celebrando i cosiddetti “terroristi bianchi” e definendoli eroi in nome della presunta difesa della razza bianca.

Avrebbe inoltre diffuso contenuti di propaganda e celebrazione dell’Atomwaffen Division, gruppo terroristico, e ricoperto un incarico di rilievo nella comunità online F.F.I. Fronte Fascista Italiano. In quel contesto sarebbe stato indicato come referente per la valutazione di nuovi potenziali aderenti.


I video e i documenti acquisiti

Tra i materiali recuperati sui telefoni c’era il filmato completo dell’attentato compiuto a Christchurch nel 2019 da Brendon Tarrant. Il video sarebbe stato accompagnato da messaggi che presentavano l’autore della strage come un esempio da seguire.

Gli investigatori hanno inoltre trovato il documento intitolato “Haters Handbook”, attribuito al collettivo terroristico MMC, Maniacs Murder Cult. Dopo l’arresto, il giovane è stato trasferito nel Centro di prima accoglienza di Treviso; il provvedimento è stato convalidato.

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