1.131notizie oggi
Cronaca 3 min di lettura13 ott

Carceri, 260 milioni già impegnati: la svolta passa dal lavoro

Il piano nazionale per l’inclusione delle persone sottoposte a misura penale ha raggiunto il 93% delle risorse europee disponibili e coinvolge anche minori e giovani adulti.

Sono 260,14 i milioni di euro già impegnati sui 280,30 previsti dal piano nazionale per l’inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a misura penale. La quota raggiunta, pari al 93%, segna il passaggio dalla programmazione all’attuazione concreta degli interventi finanziati dal Programma nazionale inclusione e lotta alla povertà 2021-2027.

Il progetto del ministero della Giustizia punta a integrare formazione, competenze professionali e accompagnamento sociale, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva. I primi risultati sono stati presentati a Palazzo Madama, durante l’incontro “Una Giustizia più inclusiva. Il nuovo modello italiano per l’esecuzione penale”.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


Il lavoro diventa parte della pena

Il piano non riguarda soltanto chi si trova in carcere, ma anche le persone che stanno scontando la pena all’esterno. Al 2026, gli istituti penitenziari italiani ospitano 65.661 detenuti, mentre gli uffici di esecuzione penale esterna seguono 143.027 persone. Oltre 101mila sono coinvolte in misure alternative, tra affidamento in prova, detenzione domiciliare e messa alla prova, quest’ultima riferita a più di 27mila individui; le altre sono seguite per attività di indagine e consulenza.

Per gli interventi negli istituti sono stati impegnati più di 144 milioni di euro. Le risorse finanziano percorsi di formazione e avviamento al lavoro, con particolare attenzione all’agricoltura e all’economia verde, oltre alla ristrutturazione e all’adeguamento degli spazi destinati alle attività trattamentali in 90 carceri. Altri quasi 74 milioni sostengono le reti territoriali rivolte a chi affronta l’esecuzione penale fuori dagli istituti.

Francesco Paolo Sisto, vice ministro della Giustizia, ha sottolineato durante l’iniziativa che “la certezza della pena non deve mai essere disgiunta dalla sua funzione rieducativa”. Secondo Sisto, l’impiego delle risorse europee deve servire a offrire una seconda possibilità e, attraverso la riduzione della recidiva, a rafforzare la sicurezza della collettività.


Una piattaforma per le competenze

Tra le novità del programma figura la piattaforma informatica delle competenze del detenuto, finanziata con 4,94 milioni di euro. Il sistema consentirà di registrare qualifiche e capacità maturate dalle persone durante il percorso penale, rendendo queste informazioni disponibili anche alle aziende interessate a valutare possibili inserimenti lavorativi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

L’obiettivo è avvicinare il sistema dell’esecuzione penale al mondo produttivo e rendere più ordinato il passaggio dalla formazione all’occupazione. Gli interventi sono pensati in modo coordinato per raggiungere sia la popolazione detenuta sia quella seguita dai servizi esterni.


Giovani, tutor e nuove reti

Una parte specifica del piano è riservata ai minori e ai giovani adulti. Dopo la selezione di 62 enti del Terzo settore, 800 ragazzi sottoposti a misura penale o prossimi all’uscita dalle comunità saranno affiancati da un “Tutor per l’autonomia”.

La figura seguirà ogni giovane lungo l’intero percorso, dalla definizione di un progetto individuale alla formazione, dall’orientamento professionale al reinserimento nella società. L’accompagnamento mira a sostenere il passaggio verso una vita autonoma al di fuori del circuito criminale.

Il confronto istituzionale di Palazzo Madama ha riunito rappresentanti dell’amministrazione della giustizia e delle politiche sociali. Dopo i saluti di Erika Stefani e Andrea Ostellari, i lavori sono stati moderati da Giuseppe Malara e hanno coinvolto Antonio Sangermano, Antonella Ciriello, Ernesto Napolillo, Romolo de Camillis e Gabriella De Stradis. La conclusione è stata affidata a Francesco Paolo Sisto.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere