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Cronaca 1 min di lettura56 min fa

Campus Einaudi occupato, aule regionali per 500 studenti

Gli spazi del centro congressi saranno gratuiti e utilizzabili dall’Università di Torino a partire da mercoledì

La Regione Piemonte metterà a disposizione dell’Università di Torino alcune aule per consentire la ripresa delle lezioni in presenza durante l’occupazione del Campus Luigi Einaudi. Gli spazi potranno accogliere fino a 500 studenti e saranno disponibili da mercoledì 4 novembre.

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L’offerta della Regione

L’iniziativa riguarda il centro congressi ospitato nel grattacielo della Regione Piemonte. Le sale saranno concesse senza costi all’ateneo, così da garantire una sede alternativa per le attività didattiche che non possono svolgersi regolarmente nel campus occupato.

Il presidente Alberto Cirio ha presentato la proposta dopo l’incontro con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Successivamente, il governatore ha informato la rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, della disponibilità degli spazi.

«La Regione Piemonte mette a disposizione le proprie aule del centro congressi, che noi abbiamo immediatamente disponibili gratuite. Possiamo ospitare fino a 500 ragazzi, sono disponibili da domani», ha dichiarato Cirio illustrando l’offerta. La scelta, ha aggiunto, punta a permettere all’università di continuare a svolgere le proprie attività anche durante la protesta.

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Le critiche all’occupazione

L’occupazione del Campus Luigi Einaudi è iniziata il 26 ottobre. Cirio ha contestato il fatto che l’iniziativa di un gruppo limitato di studenti possa impedire agli altri iscritti di seguire le lezioni e frequentare gli spazi universitari.

Il presidente piemontese ha riconosciuto il diritto degli studenti a manifestare e ha precisato che, a suo giudizio, non dovrebbe essere messo in discussione. Ha però distinto la protesta dalle conseguenze sull’attività degli altri universitari.

«Capisco e capiamo che sia nell’indole giovanile quella di manifestare e che il diritto a manifestare è un diritto che va riconosciuto sacrosanto per tutti», ha affermato Cirio. Secondo il governatore, quanto sta accadendo a Torino non rientrerebbe però nell’esercizio di quel diritto, perché limiterebbe le libertà degli altri studenti.

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