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Cronaca 2 min di lettura45 min fa

Novartis accelera gli studi clinici italiani con Catalyst

Il progetto punta a coordinare ricerca, ospedali e servizi sanitari per rendere più rapido l’accesso alle terapie

Novartis ha presentato Catalyst, un progetto per migliorare l’organizzazione dei centri di ricerca e degli ospedali italiani coinvolti negli studi clinici. L’iniziativa è stata illustrata a Milano durante l’incontro “Innovazione che cambia la vita”, organizzato per i 30 anni dell’azienda nel Paese.

Federico Mambretti, presidente di Novartis Italia, ha spiegato che l’obiettivo è ridurre i tempi necessari per proporre nuove soluzioni ai pazienti e favorire un’adozione più rapida dell’innovazione da parte dei servizi sanitari.

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Il progetto per gli studi clinici

Catalyst intende individuare modalità più efficienti per consentire alle strutture italiane di accogliere la ricerca clinica. Il lavoro riguarda sia i centri ospedalieri sia quelli dedicati alla ricerca, con l’idea di formulare proposte operative a beneficio dei pazienti.

«L’innovazione richiede grandi sforzi e deve raggiungere in modo omogeneo tutte le persone che ne hanno bisogno», ha affermato Mambretti durante l’incontro. Secondo il presidente dell’azienda, una terapia produce un effetto concreto soltanto quando, oltre a essere scoperta, riesce ad arrivare a chi può utilizzarla.


Accesso uniforme alle terapie

Novartis ha indicato tra le proprie priorità la diffusione delle innovazioni in tutte le regioni e nei diversi territori italiani. A questo scopo, accanto alla rete di ricerca, l’azienda sta sviluppando collaborazioni e occasioni di scambio per raccogliere conoscenze scientifiche e individuare i pazienti che possono avere bisogno di una determinata cura.

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Mambretti ha ricordato che la società può contare su una lunga esperienza nello sviluppo di soluzioni per patologie gravi. Il riferimento al passato, ha spiegato, serve a orientare il lavoro futuro e a proseguire nella ricerca di nuove terapie.


La collaborazione con il settore pubblico

Nel corso dell’incontro è stato dato spazio anche ai rapporti tra imprese, istituzioni e strutture sanitarie. Per Novartis, il coordinamento con Regioni, aziende sanitarie locali e ospedali può aiutare a ridurre gli ostacoli che rallentano l’accesso alle cure.

La collaborazione dovrebbe inoltre permettere di costruire percorsi più ordinati per i pazienti, collegando con maggiore rapidità una patologia alla terapia più adatta. «Lavorare insieme consente ai sistemi complessi di superare le barriere e di garantire un accesso tempestivo», ha concluso Mambretti.

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