Novartis accelera gli studi clinici italiani con Catalyst
Il progetto punta a coordinare ricerca, ospedali e servizi sanitari per rendere più rapido l’accesso alle terapie
Novartis ha presentato Catalyst, un progetto per migliorare l’organizzazione dei centri di ricerca e degli ospedali italiani coinvolti negli studi clinici. L’iniziativa è stata illustrata a Milano durante l’incontro “Innovazione che cambia la vita”, organizzato per i 30 anni dell’azienda nel Paese.
Federico Mambretti, presidente di Novartis Italia, ha spiegato che l’obiettivo è ridurre i tempi necessari per proporre nuove soluzioni ai pazienti e favorire un’adozione più rapida dell’innovazione da parte dei servizi sanitari.
Tiqets
-6% sui musei da Tiqets
Il progetto per gli studi clinici
Catalyst intende individuare modalità più efficienti per consentire alle strutture italiane di accogliere la ricerca clinica. Il lavoro riguarda sia i centri ospedalieri sia quelli dedicati alla ricerca, con l’idea di formulare proposte operative a beneficio dei pazienti.
«L’innovazione richiede grandi sforzi e deve raggiungere in modo omogeneo tutte le persone che ne hanno bisogno», ha affermato Mambretti durante l’incontro. Secondo il presidente dell’azienda, una terapia produce un effetto concreto soltanto quando, oltre a essere scoperta, riesce ad arrivare a chi può utilizzarla.
Accesso uniforme alle terapie
Novartis ha indicato tra le proprie priorità la diffusione delle innovazioni in tutte le regioni e nei diversi territori italiani. A questo scopo, accanto alla rete di ricerca, l’azienda sta sviluppando collaborazioni e occasioni di scambio per raccogliere conoscenze scientifiche e individuare i pazienti che possono avere bisogno di una determinata cura.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Mambretti ha ricordato che la società può contare su una lunga esperienza nello sviluppo di soluzioni per patologie gravi. Il riferimento al passato, ha spiegato, serve a orientare il lavoro futuro e a proseguire nella ricerca di nuove terapie.
La collaborazione con il settore pubblico
Nel corso dell’incontro è stato dato spazio anche ai rapporti tra imprese, istituzioni e strutture sanitarie. Per Novartis, il coordinamento con Regioni, aziende sanitarie locali e ospedali può aiutare a ridurre gli ostacoli che rallentano l’accesso alle cure.
La collaborazione dovrebbe inoltre permettere di costruire percorsi più ordinati per i pazienti, collegando con maggiore rapidità una patologia alla terapia più adatta. «Lavorare insieme consente ai sistemi complessi di superare le barriere e di garantire un accesso tempestivo», ha concluso Mambretti.
Continua a leggere
Attacchi ai supermercati, la Polizia postale apre un'indagine
Due episodi segnalati in Sicilia ed Emilia-Romagna, mentre Palazzo Chigi esclude al momento un impatto esteso
Giletti querelato da Mussari per diffamazione sul caso Rossi
L’azione riguarda un video del 18 ottobre e dichiarazioni trasmesse il giorno successivo su Rai3
Claudio Marchesi, Orvieto accoglie il feretro del sergente
Il militare è morto in un incidente in Bosnia durante un addestramento; mercoledì i funerali nel Duomo cittadino.
Studenti stranieri, la Commissione Ue richiama i trattati
La vicepresidente Minzatu seguirà l’iter del decreto italiano, che deve ancora essere convertito in legge dal Parlamento