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Cronaca 3 min di lettura14 ore fa

Busto Arsizio, il testimone Franco accusa i Nicastro

In aula al processo Hydra ha raccontato minacce, aggressioni e la paura di denunciare gli affari mafiosi

Franco, testimone di giustizia di 66 anni, ha accusato i Nicastro durante il processo Hydra, sostenendo che a Busto Arsizio molte persone vivono ancora nel timore di denunciarli. L’uomo ha ricostruito in aula le minacce ricevute e il pestaggio subito il 18 maggio 2021 allo Studio 54.

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La paura raccontata in aula

Secondo Franco, nella città del Varesotto il clima non è cambiato: chi subisce violenze spesso tace per timore di ritorsioni. «La gente trema», ha detto, spiegando di ricevere ancora oggi inviti a stare attento e di voler spingere altre vittime a rivolgersi alle autorità.

Il testimone ha riferito di avere modificato le proprie abitudini dopo l’aggressione. Cambia itinerario anche quando torna a casa, controlla chi lo segue e osserva le ombre mentre cammina. Nei verbali consegnati a pm e carabinieri lo scorso febbraio ha raccontato che il ricordo del pestaggio riemerge quando respira con difficoltà o sale le scale.


Le accuse contro la famiglia

Nel procedimento sono imputati Fabio e Dario Nicastro, indicati come membri di una famiglia collegata a Cosa nostra e al clan Rinzivillo di Gela. Per entrambi l’accusa è di associazione mafiosa; Francesco Nicastro, figlio di Dario, e Rosario Bonvissuto rispondono inoltre, insieme agli altri, di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di Franco.

La vicenda è nata attorno allo Studio 54, locale aperto dall’imprenditore dopo l’esperienza del Vanity Cafè. Per i lavori di ristrutturazione Franco si era affidato ai Nicastro, arrivando a pagare fino a 120mila euro. I subappaltatori, rimasti senza saldo, hanno poi chiesto il denaro direttamente a lui, che ha sostenuto costi complessivi molto più alti.


Le minacce prima dell’aggressione

Franco ha raccontato che Francesco Nicastro si presentava spesso nel locale accompagnato da altre persone e che in più occasioni era stato allontanato dopo risse o comportamenti aggressivi. Pochi giorni prima dell’aggressione, Fabio, Dario e Francesco avrebbero parlato con la moglie del testimone, intimandogli di lasciare entrare il giovane in qualunque momento.

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Dopo aver ricevuto il numero di telefono di Dario, Franco lo ha chiamato. Nel corso della conversazione, secondo il suo racconto, l’uomo lo ha minacciato di morte se avesse nuovamente cacciato il figlio. «Io ti denuncio, non te la faccio passare liscia», ha risposto Franco, che ha collegato quella telefonata ai fatti successivi.

Prima ancora, i Nicastro gli avrebbero proposto di acquistare il locale per 60mila euro, offrendo 50mila euro in contanti. Il giorno seguente Bonvissuto sarebbe entrato allo Studio 54, avrebbe preso una birra senza pagarla e avrebbe detto a Franco che, se avesse voluto il locale, se lo sarebbe preso facendolo sparire.


Il pestaggio allo Studio 54

La sera del 18 maggio 2021, durante le restrizioni che imponevano la chiusura anticipata dei locali, Francesco Nicastro sarebbe tornato allo Studio 54 con due cittadini albanesi. Franco lo ha fatto uscire ancora una volta. Poco dopo, secondo la sua deposizione, Dario Nicastro e Bonvissuto sono arrivati a bordo di un’auto rossa.

Franco ha riferito di essere stato colpito al volto da una testata e poi trattenuto mentre altre persone lo schiaffeggiavano e lo prendevano a calci. Ha detto di avere perso sangue e di aver faticato a respirare. Dario, stando alla sua ricostruzione, lo avrebbe minacciato di incendiare lui e il locale qualora avesse presentato denuncia.

Il testimone ha attribuito a Bonvissuto il ruolo di chi impartiva gli ordini durante l’aggressione. Dopo il pestaggio, Francesco avrebbe preso alcune birre dal frigorifero per gli altri presenti; Bonvissuto avrebbe poi appoggiato sul bancone una somma di denaro, sostenendo di avere i soldi ma rifiutandosi di pagare la consumazione. Franco ha detto di avere comunque scelto di denunciare.

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