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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Caso Sempio, i legali smentiscono il buono da 85mila euro

Cataliotti e Taccia negano incarichi a Stefano Rossi e annunciano possibili iniziative contro i responsabili

Gli avvocati di Andrea Sempio hanno smentito l’esistenza di un buono postale da 85mila euro a lui riconducibile, insieme ai suoi genitori. Il giovane è coinvolto nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco, per le quali la Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio.

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La smentita dei difensori

In una nota, Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno definito priva di riscontri la notizia sul titolo finanziario. I due legali hanno inoltre negato che Sempio abbia affidato a Stefano Rossi, dell’Associazione Italia di Roma, incarichi per riscuotere il presunto buono o per svolgere altre attività.

Secondo la difesa, quindi, tra il loro assistito e Rossi non ci sarebbero stati né un mandato né una delega. Cataliotti e Taccia hanno precisato che l’avvocato non avrebbe ricevuto alcuna autorizzazione formale da Sempio.


La Pec inviata a Poste Italiane

I legali hanno contestato anche la comunicazione inviata tramite posta elettronica certificata da Rossi a Poste Italiane. A loro giudizio, il documento non avrebbe prodotto effetti giuridici perché sarebbe stato presentato da un soggetto privo di poteri di rappresentanza e non sarebbe stato successivamente approvato da Sempio.

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La difesa ha parlato di una “gravissima fake news”, sostenendo che la notizia sia stata diffusa senza verifiche concrete e poi rilanciata dai mezzi di comunicazione. Per Cataliotti e Taccia, la vicenda ha causato e continua a causare conseguenze negative per il loro assistito.


Le possibili iniziative legali

Sempio, attraverso i suoi avvocati, si è riservato di valutare iniziative nelle sedi competenti contro le persone che saranno eventualmente ritenute responsabili della creazione e della diffusione della notizia.

La difesa ha infine chiesto a Stefano Rossi e all’Associazione Italia di Roma di fornire pubblicamente chiarimenti sul loro coinvolgimento nella vicenda. La precisazione arriva mentre prosegue il procedimento legato alle nuove indagini sul delitto di Garlasco.

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