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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Consulta, la Procura può indagare su Giusi Bartolozzi

I magistrati dovranno informare la Camera; resta possibile un nuovo conflitto tra poteri dello Stato

La Corte costituzionale ha stabilito che la Procura di Roma può procedere contro Giusi Bartolozzi per false dichiarazioni al pubblico ministero. Prima di andare avanti, però, i magistrati dovranno informare la Camera dei deputati.

La decisione non chiude il caso. L’assemblea parlamentare potrebbe infatti presentare un nuovo ricorso alla Consulta, mentre restano da chiarire anche i limiti entro i quali Bartolozzi è stata ascoltata durante le indagini.

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La comunicazione alla Camera

La Corte ha accolto solo in parte il ricorso presentato dalla Camera contro il Tribunale dei ministri e la Procura di Roma. I deputati sostenevano che, vista la funzione ricoperta da Bartolozzi al ministero della Giustizia, fosse necessaria un’autorizzazione a procedere anche nei suoi confronti.

Secondo la Consulta, questa autorizzazione sarebbe stata indispensabile se il Tribunale avesse ritenuto che l’ex capo di gabinetto avesse concorso nei reati contestati all’allora ministro Carlo Nordio. In quel caso, la richiesta alla Camera avrebbe dovuto riguardare sia il ministro sia Bartolozzi.

La Corte ha inoltre rilevato che la Procura aveva chiesto al Tribunale di valutare proprio questa possibile partecipazione ai reati attribuiti a Nordio oppure, in alternativa, di contestare a Bartolozzi le false dichiarazioni durante le indagini. Il Tribunale, secondo i giudici costituzionali, avrebbe dovuto spiegare per quale ragione aveva escluso l’ipotesi del concorso.

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I reati ancora contestati

L’inchiesta riguarda le dichiarazioni rese da Bartolozzi sul caso del generale libico Almasri. L’uomo era stato arrestato a Torino, poi rilasciato e trasferito a Tripoli su un aereo dei servizi segreti.

Per i reati ipotizzati in concorso con Nordio, tra cui l’omissione di atti d’ufficio e il concorso in favoreggiamento personale aggravato, l’autorizzazione a procedere è stata invece negata anche per altri esponenti del governo. La contestazione per false dichiarazioni resta quindi distinta e, dopo la comunicazione alla Camera, la Procura potrà proseguire.

Rimane però un dubbio sulle modalità con cui Bartolozzi è stata sentita. Se gli investigatori stavano procedendo per un reato diverso, l’ex dirigente avrebbe potuto essere ascoltata come persona informata sui fatti, senza la presenza di un avvocato. Per questa ragione non viene esclusa una nuova iniziativa giudiziaria in difesa dei suoi diritti.

Alla vicenda giudiziaria di Bartolozzi si è aggiunta nelle stesse ore quella relativa al marito Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Sicilia. Il gip di Palermo ha disposto per lui gli arresti domiciliari in un procedimento distinto, riguardante presunte corruzioni legate alle autorizzazioni ambientali regionali.

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