Bucci, il nome scompare dall’inchiesta sui dragaggi: verso l’archiviazione
La Procura ha chiuso le indagini su 12 persone e 3 società per la gestione dei fanghi portuali, mentre la posizione del governatore è stata separata.
«Il presidente non commenta anche perché non è stato coinvolto in nessun modo nella vicenda». È la posizione affidata a Federico Casabella, portavoce di Marco Bucci, dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’inchiesta sui dragaggi del porto di Genova.
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Bucci non compare tra i destinatari
Il nome del governatore ligure non figura nell’atto consegnato dai carabinieri del Noe a 12 persone e 3 società. La sua posizione, infatti, è stata separata dal resto del procedimento: una scelta che, in casi di questo tipo, può precedere la richiesta di archiviazione.
L’indagine aveva coinvolto Bucci nel ruolo di commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi. Nel programma commissariale rientrava anche il progetto P.3106, dedicato ai dragaggi del bacino di Sampierdarena e dell’area destinata al traffico passeggeri.
Gli altri nomi dell’inchiesta
Tra le persone raggiunte dall’avviso compare Paolo Emilio Signorini, già presidente dell’Autorità Portuale e coinvolto nella precedente inchiesta che aveva investito il porto e la Regione durante la presidenza di Toti. Nell’elenco figurano anche Marco Vaccari, dirigente dell’Autorità Portuale, e Ilaria Fasce, responsabile regionale per l’ecosistema costiero e le acque.
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L’atto riguarda complessivamente ipotesi di traffico illecito di rifiuti e altre violazioni della normativa ambientale. Secondo la Procura, coordinata nell’inchiesta dai pm Monica Abbatecola e Fabrizio Givri, le imprese incaricate avrebbero movimentato e trattato grandi quantità di materiali senza le necessarie autorizzazioni, con un vantaggio economico stimato in circa 23 milioni di euro.
Fanghi e lavori per le navi
I materiali derivavano dagli interventi eseguiti nel porto e nel canale di calma davanti alla diga foranea tra il 2022 e il 2023. Le opere servivano ad aumentare i fondali e a permettere l’accesso e l’ormeggio di navi di grandi dimensioni, comprese quelle di Msc.
Il volume complessivo dei fanghi interessati dalle operazioni ammontava a 786mila metri cubi. I lavori erano stati affidati dall’Autorità Portuale a ditte appaltatrici, ora al centro degli accertamenti per le modalità di trasporto, smaltimento e gestione dei rifiuti.
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