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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Brasile, Bolsonaro sfiora la vittoria: Lula proverà il sorpasso il 25 ottobre

Il figlio di Jair conquista il primo turno con poco più di 2 milioni di voti di vantaggio, ma nessuno dei due contendenti ha superato la soglia necessaria per evitare il ballottaggio.

La famiglia Bolsonaro rafforza la propria presenza nelle istituzioni brasiliane: oltre a Flavio, arrivato al secondo turno delle presidenziali, hanno ottenuto un incarico elettivo anche Michelle Bolsonaro, Carlos Bolsonaro, Jair Renan e Renato Bolsonaro. Un risultato che amplia il peso parlamentare del gruppo guidato dall’ex presidente Jair Bolsonaro.

Michelle Bolsonaro entrerà al Senato per il Distretto Federale di Brasilia dopo aver raccolto il 29% dei consensi. Carlos Bolsonaro ha conquistato un altro seggio nella stessa camera con il 25% in Santa Catarina, territorio considerato tra i più vicini al bolsonarismo. Renato Bolsonaro sarà deputato per San Paolo, mentre Jair Renan, consigliere comunale a Balneário Camboriú dal 2024, rappresenterà Santa Catarina alla Camera.


La linea politica di Flavio

A 45 anni, Flavio Bolsonaro si presenta come il principale erede della destra conservatrice del padre, dichiarato ineleggibile e condannato per tentato colpo di Stato. La sua candidatura ha fatto leva anche sulla promessa di concedere l’amnistia a Jair Bolsonaro e sull’impegno a contrastare con fermezza criminalità e narcotraffico.

In politica estera, Flavio ha annunciato che, in caso di elezione, il Brasile aderirebbe allo “Scudo delle Americhe”, iniziativa promossa da Donald Trump alla quale partecipano già Argentina, Bolivia, Cile, Ecuador e Paraguay. Il progetto viene presentato come uno strumento contro i traffici illegali e le organizzazioni criminali, ma secondo i suoi critici avrebbe anche una possibile dimensione militare e sarebbe legato alla competizione per il controllo delle terre rare brasiliane.


Il voto lascia tutto aperto

Il primo turno ha consegnato a Flavio Bolsonaro 47,03% dei voti, pari a oltre 56 milioni di preferenze. Luiz Inácio Lula da Silva si è fermato al 45,16%, con quasi 54 milioni di voti: tra i due la distanza è quindi di poco superiore ai 2 milioni.

Nessuno dei candidati ha però raggiunto il 50% richiesto per vincere subito. Il confronto decisivo è fissato per il 25 ottobre e stabilirà chi sarà il quarantesimo presidente del Brasile.

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Reazioni e sfida finale

Parlando a Brasilia, Flavio Bolsonaro ha interpretato il risultato come una richiesta di svolta: «Il Brasile vuole il cambiamento. Questo è il messaggio principale». Nel suo intervento ha inoltre sostenuto che il voto rappresenti la conclusione della stagione politica del Partito dei lavoratori, legato a Lula.

Il presidente uscente ha invece riconosciuto di non aver previsto un esito simile. Lula da Silva ha ammesso: «Ero convinto che avrei vinto le elezioni al primo turno».


Un’eredità politica familiare

Flavio ha iniziato la propria attività pubblica molto presto: a 21 anni è stato eletto deputato statale di Rio de Janeiro, incarico mantenuto per quattro mandati consecutivi tra il 2003 e il 2019. Nel nuovo scenario della destra brasiliana ha assunto il ruolo lasciato libero dal padre, escluso dalla competizione elettorale.

La sua affermazione al primo turno non chiude dunque la partita. Il vantaggio numerico su Lula è limitato e il ballottaggio dovrà stabilire se la successione politica nella famiglia Bolsonaro troverà compimento oppure se il presidente uscente riuscirà a confermarsi alla guida del Paese.

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